8 luglio 2026

Lapet: la qualità professionale apre le porte alla procura telematica dell’Agenzia delle Entrate

La certificazione UNI e la qualificazione ai sensi della legge n. 4/2013 confermano il valore dei tributaristi certificati e il percorso dell’Associazione verso maggiore trasparenza, competenza e tutela del mercato professionale

Autore: Redazione Fiscal Focus

La certificazione a norma UNI e la qualificazione ai sensi della legge n. 4/2013 si confermano strumenti strategici per la valorizzazione della professione del tributarista e per la tutela dei cittadini. A sottolinearlo è la Lapet – Associazione Nazionale Tributaristi – con un comunicato stampa in cui evidenzia come il recente rinnovo dell’Accordo quadro nazionale con l’Agenzia delle Entrate rappresenti un ulteriore riconoscimento del percorso intrapreso dall’Associazione in materia di qualificazione e certificazione professionale.

Come sottolineato dal presidente nazionale Lapet Roberto Falcone: «L’idea di promuovere la qualità dei servizi attraverso un sistema di qualificazione e certificazione che riconosca le prassi e i saperi contribuisce a rimuovere gli ostacoli che in passato hanno lasciato i cittadini privi delle necessarie garanzie».

Il pilastro di questo ecosistema è la legge n. 4/2013 ("Disposizioni in materia di professioni non organizzate"), che applica il principio di sinergia tra legislazione e normazione tecnica. Il suo articolo 6 richiama esplicitamente le norme UNI come strumento per definire i requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità, in piena conformità al Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF).

Una disciplina fortemente orientata al consumatore-cliente, finalizzata a garantire la trasparenza delle competenze e a richiamare costantemente le tutele previste dal Codice del consumo.

Oggi il catalogo italiano UNI conta circa 100 norme specifiche per le APNR (Attività Professionali Non Regolamentate), un pacchetto in continua evoluzione che ha visto la pubblicazione di otto nuove norme nel solo primo semestre del 2026.

Significativa in questo percorso è l’esperienza dei tributaristi Lapet, che hanno saputo anticipare i tempi normativi. Già dal 2008, per evitare l’autoreferenzialità e garantire la terzietà della valutazione, la Lapet ha aderito a FAC (Federazione delle Associazioni per la Certificazione, oggi FAC Certifica), puntando su un sistema di certificazione volontaria basato su rigorosi codici di autodisciplina, aggiornamento continuo e regole deontologiche.

Nel 2011 è stata costituita in ambito UNI la Commissione tecnica "Attività professionali non regolamentate", affidata alla presidenza di Giorgio Berloffa, presidente Assoprofessioni di cui la Lapet è socio fondatore, con l’obiettivo di elaborare i requisiti delle nuove figure professionali.

Successivamente alla legge n. 4/2013 è stata pubblicata la norma UNI 11511 dedicata alla figura del tributarista, il cui progetto è stato coordinato dal segretario nazionale Lapet Giovanna Restucci. Nel 2020 la norma ha ricevuto il primo importante aggiornamento ed è attualmente al riesame della Commissione tecnica per il secondo rinnovo.

«L’adozione della norma UNI 11511 ha segnato una svolta che va ben oltre la qualificazione teorica», ha aggiunto Falcone.

Il legislatore ha infatti riconosciuto alla certificazione un valore giuridico e operativo fondamentale, tra cui: l’estensione ai tributaristi qualificati e certificati della rappresentanza dei contribuenti dinanzi agli uffici dell’Amministrazione finanziaria; il riconoscimento della certificazione quale requisito altamente qualificante ai fini dell’iscrizione come Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) presso i Tribunali; e, più recentemente, l’accesso alla procura telematica dell’Agenzia delle Entrate.

Più in generale, i professionisti inseriti nell’elenco ufficiale dei certificati presso FAC Certifica godono di un’importante equiparazione operativa.

In conclusione, il segretario nazionale Lapet Giovanna Restucci ha ribadito: «Continueremo a lavorare affinché i nostri tributaristi siano sempre più qualificati. A tal fine, la certificazione non è solo un’opportunità di competitività per il comparto professionale, ma rappresenta soprattutto una forma di tutela per i consumatori e una garanzia di trasparenza per l’intero mercato».

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