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1 dicembre 2018

Un artista alla “Rari”

A cura del Mister Massimo Borracci

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Un artista alla “Rari”
La scorsa settimana, partendo da alcuni scritti ritrovati in dei vecchi scatoloni, ho ricordato gli albori della Rari Nantes Florentia, e ho raccontato di come, lungo le rive del fiume Arno, si sono costruite le brillanti carriere di alcuni tra i più importanti campioni di nuoto della scuola fiorentina.
Questa settimana, prendendo spunto da altri scritti, voglio ricordare un grande artista fiorentino attraverso i racconti scritti di alcuni tra i primi soci della Rari Nantes Florentia.

“In quegli anni questi gruppi di giovani avvertivano il fascino di mettere alla prova il proprio corpo per trovare un equilibrio fra il fisico e l’intellettuale, quindi subentra l’importanza morale della competizione non solo per il gusto della competizione bensì il bisogno di portare al massimo le proprie possibilità.
Lo sportivo si allena con coscienza e la vittoria non è un avvenimento casuale ma la realizzazione di una speranza. E anche se la vittoria non avviene, l’ardore e la speranza rimangono inalterati nel loro valore, il fine è nel vincere la mediocrità e aver valorizzato i propri mezzi”.

A quell’epoca, oltre che da giovani ragazzi - pieni di speranza e tanta voglia di affermarsi nello sport natatorio - la Rari era frequentata da molti artisti, tra questi vi era anche il pittore Ottone Rosai che ogni tanto si allontanava dal suo studio di san Leonardo per recarsi lungo le rive del fiume a trarre ispirazione per le sue opere.

“Lontano dalle pareti del suo studio, dai quadri, dai vecchi pennelli e dal tavolo dove erano stesi i colori. Era lassù che realizzava se stesso ed era in pace con i propri umori. Altrove era sempre un po’ esule”.

Ottone era molto critico con gli sportivi e sosteneva l’inutilità dell’attività fisica.

I vecchi soci lo ricordano come protagonista di molte discussioni in cui Rosai parlava dei ragazzi che affollavano il “bagno Omero” sull’Arno.

“Lui non sapeva nuotare e si capiva che aveva invidia per quei giovani e non capiva il gusto che loro ci provavano. Qualcuno tra i vecchi gli disse che erano molto meglio questi ragazzi che tanti imbrattatele che dipingevano senza nessuna qualità”.

“Pensano al successo e se ne infischiano della pittura. Ottone, raccontano, si arrabbiò e disse: buttatevi in Arno!”.

Ottone Rosai, uno degli esponenti più importanti della pittura italiana del ‘900, è stato un grande pittore fiorentino dagli esordi tormentati.
Artista irrequieto dall’atteggiamento impulsivo, amava riprendere i quartieri popolari della città andando a scovare nelle viuzze più isolate quelle particolari sfumature che davano vita ai suoi dipinti.

Non solo “fucina” di grandi campioni ma anche luogo di cultura: la Rari era anche questo!
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