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Il chiarimento - L’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, con la nota Prot. n. 51-15-000366, ha confermato che i professionisti e i Caf, qualora dovessero commettere un errore nello svolgimento delle proprie attività di assistenza e consulenza in materia fiscale, dovranno pagare una somma che non dev’essere considerata sanzione amministrativa, bensì un risarcimento. La conferma dell’Istituto è arrivata dopo il parere positivo espresso dall’Agenzia delle Entrate. Il chiarimento è giunto al fine di chiarire che la copertura prevista dalla polizza assicurativa stipulata dal professionista non contrasta l’art. 12 del CAP (codice delle assicurazioni private), che impedisce alle assicurazioni la copertura del rischio relativo al pagamento di una sanzione amministrativa. Nello specifico, l’Agenzia ha sottolineato che i professionisti e i Caf hanno il ruolo di mediare nei rapporti tra l’apparato fiscale e i contribuenti e si tratta di un compito estremamente delicato. Proprio in virtù di questo chiarimento, le disposizioni della nuova normativa hanno previsto l’adeguamento del massimale della polizza assicurativa e l’estensione della garanzia allo Stato o al diverso ente impositore, con l’intento di salvaguardare il risarcimento dei danni che potrebbero essere provocati dall’attività di assistenza fiscale.
Superato il blocco - Sul punto è intervenuto il consigliere UNAGRACO, Fabio Cecere, che ha riportato l’attenzione sulle responsabilità del professionista o dei Caf in materia di 730 precompilato. Il parere del consigliere della sigla sindacale è che “finalmente si è superato un blocco dopo il sì alle assicurazioni, Caf e professionisti per il visto sul 730 precompilato. Via libera dunque alla sottoscrizione delle polizze per la copertura della responsabilità civile per danni sul rilascio del visto di conformità per il 730 precompilato”. Dunque, in merito a ciò si ricorda che, qualora gli errori in sede di modello 730 non siano attribuibili a dolo o colpa grave del contribuente, le attuali disposizioni prevedono che nel caso in cui un controllo dell’amministrazione finanziaria ravvisasse un visto infedele dovranno rispondere di imposte, interessi e sanzioni i soggetti ai quali il contribuente ha affidato l’incarico dell’invio del modello, vale a dire professionisti o Caf. A oggi le compagnie assicurative non avevano voluto saperne di stipulare polizze per assicurare la responsabilità civile per i danni derivanti dal rilascio del visto di conformità, ma in seguito a questo atteso sblocco le polizze potranno essere stipulate seppur con un massimale non inferiore ai tre milioni di euro. Se la situazione non fosse cambiata, l’avvio del 730 compilato avrebbe potuto incontrare serie difficoltà. A questo punto, restano ancora da definire le modalità di copertura tra Ania, Consulta dei Caf e rappresentanze dei professionisti.
La preoccupazione – Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, prima, e dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, poi, non hanno però avuto la forza di fugare ogni dubbio, perché infatti ancora permane qualche incertezza sulla quale ha nuovamente preso la parola l’Unagraco tramite il proprio presidente Giuseppe Diretto. “La preoccupazione è che il costo delle assicurazioni venga poi scaricato sui contribuenti, un vero e proprio tariffario ancora non è stato diramato, pertanto non si sa a quanto ammonterà l’intera operazione 730 precompilato. Viene il dubbio che se tutto fosse rimasto come in passato non si sarebbe messo un nuovo tassello alla complicazione del sistema tributario italiano già considerato come sistema fiscale il più complicato al mondo”.
Il chiarimento - L’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, con la nota Prot. n. 51-15-000366, ha confermato che i professionisti e i Caf, qualora dovessero commettere un errore nello svolgimento delle proprie attività di assistenza e consulenza in materia fiscale, dovranno pagare una somma che non dev’essere considerata sanzione amministrativa, bensì un risarcimento. La conferma dell’Istituto è arrivata dopo il parere positivo espresso dall’Agenzia delle Entrate. Il chiarimento è giunto al fine di chiarire che la copertura prevista dalla polizza assicurativa stipulata dal professionista non contrasta l’art. 12 del CAP (codice delle assicurazioni private), che impedisce alle assicurazioni la copertura del rischio relativo al pagamento di una sanzione amministrativa. Nello specifico, l’Agenzia ha sottolineato che i professionisti e i Caf hanno il ruolo di mediare nei rapporti tra l’apparato fiscale e i contribuenti e si tratta di un compito estremamente delicato. Proprio in virtù di questo chiarimento, le disposizioni della nuova normativa hanno previsto l’adeguamento del massimale della polizza assicurativa e l’estensione della garanzia allo Stato o al diverso ente impositore, con l’intento di salvaguardare il risarcimento dei danni che potrebbero essere provocati dall’attività di assistenza fiscale.
Superato il blocco - Sul punto è intervenuto il consigliere UNAGRACO, Fabio Cecere, che ha riportato l’attenzione sulle responsabilità del professionista o dei Caf in materia di 730 precompilato. Il parere del consigliere della sigla sindacale è che “finalmente si è superato un blocco dopo il sì alle assicurazioni, Caf e professionisti per il visto sul 730 precompilato. Via libera dunque alla sottoscrizione delle polizze per la copertura della responsabilità civile per danni sul rilascio del visto di conformità per il 730 precompilato”. Dunque, in merito a ciò si ricorda che, qualora gli errori in sede di modello 730 non siano attribuibili a dolo o colpa grave del contribuente, le attuali disposizioni prevedono che nel caso in cui un controllo dell’amministrazione finanziaria ravvisasse un visto infedele dovranno rispondere di imposte, interessi e sanzioni i soggetti ai quali il contribuente ha affidato l’incarico dell’invio del modello, vale a dire professionisti o Caf. A oggi le compagnie assicurative non avevano voluto saperne di stipulare polizze per assicurare la responsabilità civile per i danni derivanti dal rilascio del visto di conformità, ma in seguito a questo atteso sblocco le polizze potranno essere stipulate seppur con un massimale non inferiore ai tre milioni di euro. Se la situazione non fosse cambiata, l’avvio del 730 compilato avrebbe potuto incontrare serie difficoltà. A questo punto, restano ancora da definire le modalità di copertura tra Ania, Consulta dei Caf e rappresentanze dei professionisti.
La preoccupazione – Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate, prima, e dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, poi, non hanno però avuto la forza di fugare ogni dubbio, perché infatti ancora permane qualche incertezza sulla quale ha nuovamente preso la parola l’Unagraco tramite il proprio presidente Giuseppe Diretto. “La preoccupazione è che il costo delle assicurazioni venga poi scaricato sui contribuenti, un vero e proprio tariffario ancora non è stato diramato, pertanto non si sa a quanto ammonterà l’intera operazione 730 precompilato. Viene il dubbio che se tutto fosse rimasto come in passato non si sarebbe messo un nuovo tassello alla complicazione del sistema tributario italiano già considerato come sistema fiscale il più complicato al mondo”.