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La questione - Il 730 precompilato, a sole due settimane di vita, ha già sollevato diversi e seri dubbi nel fronte professionale, tant’è che da più parti si sono fatti sentire cori di protesta e richieste di chiarimenti o modifiche. In questo contesto di interpretazioni dubbie e di chiari stravolgimenti dei principi dell’ordinamento, si è inserita anche la nota dell’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti e degli esperti contabili guidata da Fazio Segantini. La sigla sindacale aveva già segnalato l’assurdità di una “norma che addossa le responsabilità di un processo in via di sperimentazione completamente sugli intermediari che, di fatto, si trovano a dover certificare la veridicità delle informazioni fornite dall'Amministrazione Finanziaria e dal contribuente, accollandosi gli oneri di eventuali errori di questi ultimi”.
I dubbi interpretativi – Stando così le cose, alla luce anche di tutte le notizie finora giunte sul tema, l’Unione è arrivata illustrare, tenendola con le pinze, l’irragionevole conclusione in base alla quale appare del tutto naturale che, laddove si sostenga sostiene la legittimità del pagamento delle imposte del cliente da parte dei professionisti, sarà altrettanto accettato il fatto che gli importi dovuti dai professionisti abbiano natura risarcitoria e non sanzionatoria. Ma è chiaramente un approccio paradossale. Infatti la sigla sindacale spiega che “se si permette l’esistenza di una legge che viola, palesemente, un principio costituzionale, quale quello della capacità contributiva, è ovvio che il passo successivo è infrangere, attraverso interpretazioni inserite in documenti di prassi, disposizioni contenute in norme imperative. Ancor più grave è voler aggirare la Costituzione, ricorrendo al legittimo affidamento del contribuente per giustificare l’introduzione delle sanzioni in capo all’intermediario! Di legittimo, purtroppo, c’è solo l’ormai certezza, per il professionista, di dover ‘pagare’ per i propri clienti, (che magari, intanto godono di crediti non spettanti) poiché fornire la prova del dolo o colpa grave è, palesemente, ‘diabolico’". E il paradosso va a farsi sempre più fitto se lo si legge dal punto di vista dei giovani commercialisti, la maggior parte dei quali non è nelle condizioni di poter fronteggiare i costi di un procedimento che si delinea più oneroso sia per loro che per i contribuenti assistiti. “Chi si affiderà a soggetti esterni, per l’invio del 730, dovrà fare molta attenzione a che il rischio di pagamento delle sanzioni e delle imposte del contribuente non gli sia contrattualmente trasferito!”.
Verso un rimedio – Detto questo, a parere dell’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti e degli esperti contabili è quanto mai opportuno addivenire a un sicuro rimedio che possa limare queste incertezze sprigionate dalla manovra 730 precompilato. “Non è ammissibile far passare il messaggio che tutto si può fare e tutto si può infrangere! Così si va oltre la certezza del diritto, così si fanno vacillare le fondamenta del nostro ordinamento!”, conclude la sigla sindacale.