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Il decreto - Il 15 giugno è stato approvato il decreto Sviluppo a firma del ministro Corrado Passera. Fra le tante novità per la crescita economica e il contenimento della spesa pubblica, il provvedimento dispone anche due veri e propri matrimoni d’interesse. In altri termini, il decreto sopprime i Monopoli di Stato e l’Agenzia del Territorio accorpandoli rispettivamente all’Agenzia delle Dogane e all’Agenzia delle Entrate.
Gli umori delle professioni - Prevedibili le reazioni dei diretti interessati, ossia di quei professionisti che hanno quotidiani rapporti, in particolare, con l’Amministrazione guidata da Gabriella Alemanno. In generale, nessun ordine o collegio esprime una dichiarata contrarietà alla scelta governativa di snellire i processi burocratici e di comprimere le spese, ma da più parti emergono appunti in merito a un procedimento tanto repentino preso senza una previa consultazione con le professioni direttamente interessate. Non ha espresso forti dubbi invece il Consiglio nazionale del notariato, secondo il quale un siffatto accorpamento è un segnale della volontà di alzare gli standard qualitativi dell’Agenzia. L’auspicio dell’organo supremo dei notai italiani è che, qualora tale modifica dovesse prender piede, essa non vada a intaccare “il grande lavoro compiuto in piena sintonia e collaborazione con l'Agenzia del territorio che ha consentito, attraverso lo sviluppo e il progresso tecnologico dei registri immobiliari e degli archivi catastali, un notevole impulso alla modernizzazione della pubblica amministrazione. E a un innalzamento degli standard di sicurezza giuridica per i cittadini ai migliori livelli europei”. Non meno propensa al cambiamento è la categoria dei geometri, presieduta da Fausto Savoldi. In questo caso però traspaiono dei ragionevoli dubbi circa le diverse aree d’azione delle due Agenzie che andrebbero a fondersi, quella del Territorio e quella delle Entrate. “Dal nostro punto di vista – spiega il presidente Savoldi - temiamo di perdere la funzione del catasto inventariale, la qualità dei supporti tecnici e il fondamentale ruolo civilistico del catasto a favore di un'ottica orientata prevalentemente alla fiscalità”. Parimenti preoccupato è apparso il presidente dei periti agrari, Lorenzo Benanti, che non vede di buon grado l’accorpamento, in quanto ritiene che, “mal celato dietro la parola semplificazione, farà venire meno la terzietà dell'Agenzia del territorio e quindi il suo ruolo di ente certificatore”. Infine, pienamente favorevole è la posizione dei periti industriali, espressa in maniera chiara dal presidente della categoria, Giuseppe Jogna. “Qualsiasi processo di accorpamento che va nella direzione della semplificazione e del risparmio è un passaggio che va visto positivamente. È ovvio che questo non dovrà compromettere l'operato dell'Agenzia che merita vivo apprezzamento, anche perché il nostro servizio catastale con tutte le sue regole è un modello invidiato da tanti paesi che utilizzano in ambito immobiliare sistemi diversi e meno affidabili”, ha affermato Jogna.
La disposizione in sintesi – A ben vedere, secondo l’approvato decreto Sviluppo, entro novanta giorni dalla sua entrata in vigore dovranno essere emanati degli ulteriori decreti attuativi per riordinare le agenzie accorpando i Monopoli all’Agenzia delle Dogane e l’Agenzia del Territorio a quella delle Entrate. La decisione, dopo dieci anni di esistenza di tali uffici amministravi, è scaturita dalla presa d’atto che lo smembramento non ha conseguito i risultati sperati. In realtà, più che per i professionisti, i problemi potrebbero eventualmente insorgere per i dipendenti degli istituti che verranno fusi. La situazione su questo punto è ambigua, poiché se da una parte il decreto preme per un incremento dell’organico delle Entrate e delle Dogane pari a quello presente negli enti soppressi, dall’altro versante tale misura sarà solo provvisoria, in quanto il D.L. n. 138/2011 all’art. 1 prevede una contrazione del 10% del personale non dirigente. Per questo e per altri motivi tecnici, sarà opportuno che la norma venga vagliata ancora con molta attenzione e che vengano ascoltate sia le richieste delle categorie con le quali esistono dei rapporti giornalieri, sia le necessità dei lavoratori.