8 febbraio 2012

AIDC: audizione in Commissione al Senato

Autore: Redazione Fiscal Focus

Abolizione delle tariffe - Il presidente dell’Associazione italiana dottori commercialisti, Marco Rigamonti, è intervenuto ieri mattina nel corso dell’audizione in Commissione Industria al Senato. La relazione del leader dell’associazione di categoria si è concentrata sul pacchetto delle liberalizzazioni, nello specifico sui temi introdotti dall’articolo 9 inerenti le professioni regolarizzate. “Nessuna ipotesi di crescita del PIL dalla totale abolizione delle tariffe professionali, piuttosto un ulteriore elemento di confusione per l'utenza e per il mercato”, ha dichiarato Rigamonti al cospetto dei senatori commissari. Il presidente dell’Aidc ha sottolineato che da tempo ormai il tariffario non poneva dei rigidi limiti all’autonomia del singolo professionista permettendo al contempo libera scelta al cliente. “Le tariffe non sono più un vincolo oramai da tempo, ma costituiscono un valore di riferimento a tutela della clientela – ha spiegato Rigamonti - Peraltro non si sentiva necessità di modificare una norma appena riformata con la manovra della scorsa estate”.

Equo compenso per i tirocinanti – Altro punto vagliato dal capo dell’Associazione italiana dottori commercialisti è quello inerente alla soppressione del giusto compenso retribuito ai giovani che svolgono il tirocinio presso gli studi professionali. Tale mancato riconoscimento evidenzia il sempre più difficile accesso dei giovani alla professione, anche se mascherato da incentivo ad un sistema maggiormente liberalizzato.

Assicurazione obbligatoria – Ai molti obblighi e oneri ai quali saranno soggetti i commercialisti e gli esperti contabili, si aggiunge quello della stipula di un’assicurazione che vada a coprire le spese di un eventuale fallimento della pratica intrapresa. Rigamonti focalizza il proprio intervento a riguarda soprattutto sul un’assente “previsione di norme specifiche atte a favorire l’apertura di un mercato assicurativo più trasparente ed efficiente nel settore delle polizze professionali”.

Il preventivo – Il dl. liberalizzazioni stabilisce, inoltre, che il professionista debba obbligatoriamente presentare un preventivo in forma orale, ma qualora gli venga richiesto dovrà mettere in forma scritta tutte le voci di spesa alle quali il cliente andrà in contro. Marco Rigamonti rintraccia in tale disposizione una sorta di contraddizione, soprattutto per quel che concerne il “richiamo alla norma sanzionatoria quale illecito disciplinare nell'ipotesi di mancato rilascio di preventivo scritto”.

Il CNDCEC – A conclusione del proprio intervento, il presidente dell’Associazione dei commercialisti italiani ha ribadito la propria condivisione a quanto espresso dal leader del CNDCEC, Claudio Siciliotti.

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