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Corretti i parametri - Il decreto 2 agosto 2013 n. 106 del Ministero della Giustizia (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 settembre 2013, e in vigore da ieri), ha corretto i parametri stabiliti dal decreto ministeriale 140/2012 per i notati, ma anche per assistenti sociali e attuari. Per i notai viene mantenuta la descrizione esemplificativa in fasi dell'attività notarile, ma senza introdurre una suddivisione, per poi procedere a una liquidazione del compenso per ogni singola fase. L'attività notarile si articola in tre fasi: quella istruttoria, la fase di stipula e quella successiva alla stipula. Non si è proceduto a un ritocco in basso della misura dei parametri rimodulati con l'introduzione di nuovi scaglioni.
Il mantenimento delle tre fasi - Il provvedimento in larga parte disattende le indicazioni del Consiglio di Stato. A partire dalla conservazione, nel testo, della suddivisione dell'attività notarile nella sopra citate tre fasi. Nella fase istruttoria sono comprese, tra l'altro, lo studio della fattispecie, l'analisi delle implicazioni fiscali relative all'atto, le verifiche antiriciclaggio. Nella fase di stipula rientrano il controllo di legalità del contenuto dell'atto, il controllo della validità delle procure, la verifica del versamento necessario dei conferimenti in denaro in caso di costituzione di società di capitali. Nella fase successiva alla stipula sono comprese la registrazione dell'atto con versamento delle imposte dovute, l'esecuzione e cura delle formalità ipotecarie e catastali con relative volturazioni.
Tabelle degli atti notarili - Relativamente agli atti notarili le modifiche alle tabelle prevedono scaglioni riferiti al valore dell'atto con possibilità di aumento e diminuzione. Ad esempio, nel caso di un atto immobiliare dal valore compreso tra euro 25.001 e 500.000 euro (con valore medio di 262.500), la percentuale riferita al valore medio è 1,078% del valore dell'immobile e la forbice va da un aumento sino al 5,990% e una riduzione fino allo 0,653%.
Per gli atti societari che vanno da 5.000 a 25.000 euro con valore medio 15.000 euro, la percentuale riferita al valore medio è 8,42%, con un aumento sino al 16%, e una riduzione fino al 6,90%. Per gli atti che vanno da 25.001,00 a 400.000 euro con valore medio 212.500 euro, la percentuale riferita al valore medio è 1,40%, con aumento sino al 6,90% e una riduzione fino allo 0,86 per cento.
Viene conservato, anche malgrado le sollecitazioni del Consiglio di Stato il dettaglio per la categoria “altri atti”, e così sono previsti importi da 50 a 900 euro, con aumento fino al doppio, per l'autentica di firma, l'accettazione di eredità, l'atto notorio, l'atto di consenso a cancellazione di ipoteca, gli atti di convalida e di rettifica.
Assistenti sociali - Novità anche per le tariffe degli assistenti sociali, la cui attività viene distinta per aree: relazionale, gruppi e comunità, didattico/formativa, studio e ricerca, progettuale/programmatoria e di amministrazione dei servizi. Per tale categoria, per valore medio di riferimento dell'intervento si intende la quantificazione in termini monetari di una prestazione professionale, complessivamente considerata, che non implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà o tenuità. Il compenso può essere aumentato o ridotto a seconda dell’importanza delle questioni trattate, tenuto conto degli interessi sostanziali sui quali incide la prestazione professionale, per la rilevanza patrimoniale dei progetti o dei programmi.
Gli attuari – Relativamente agli attuari, le attività sono distinte in quelle riservate per legge e nelle altre attività. Quelle riservate per legge consistono nell'autorizzazione all'attività assicurativa, quelle su incarico delle imprese assicurative e quelle per le società di revisione.