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La delega fiscale - Nel pomeriggio di oggi la commissione Finanze del Senato voterà il via libera alla Delega fiscale. Nel corso della mattinata si auspica che la commissione Finanze possa ricevere il parere della Commissione Bilancio sul testo. In un secondo momento dagli emendamenti segnalati verranno estrapolate all’incirca una decina di proposte in riferimento agli articoli 1, 2, 4 e 10; su tali proposte si chiederà l'ammissibilità alla quinta commissione. Il voto, la cui conclusione come abbiamo visto è posta al pomeriggio, sarà avviato solo dopo l’ottenimento dell’ammissibilità.
La norma contestata - Nato sulle macerie del disegno di legge delega presentato dal governo Monti, l’attuale intervento contiene una norma specifica, all’articolo 10, inerente la revisione del contenzioso tributario. Con questa misura si intende semplificare determinate procedure, accelerando l'esito dei processi anche avvalendosi di innovazioni nella composizione degli organi giudicanti e nella loro qualificazione professionale. L’intervento, in proposito, vaglia altresì l’adozione delle nuove tecnologie informatiche e telematiche mirate alla gestione degli adempimenti processuali. Su questo punto, la Camera ha già approvato l'innalzamento della soglia di valore delle controversie con il fisco al disotto della quale i contribuenti possono stare in giudizio senza l'assistenza di un professionista abilitato. Attualmente tale soglia è posta a 2.582,28 euro (vale a dire 5 milioni di lire). Questa misura ha catalizzato una serie di proposte trasversali, tutte mirate ad estendere la platea di soggetti ai quali potrebbe poi essere riconosciuto il ruolo di rappresentanza dei contribuenti dinanzi ai giudici tributari. Le proposte hanno chiaramente destato non poche polemiche, soprattutto tra i soggetti che sono tradizionalmente abilitati a rappresentare i contribuenti. Al momento infatti l'assistenza tecnica dei contribuenti può essere svolta da avvocati, dottori commercialisti, consulenti del lavoro e iscritti in particolari elenchi tenuti dall'Agenzia delle Entrate; tuttavia questo gruppo di ‘abilitati’ contempla anche i funzionari delle associazioni di categoria e i professionisti specialisti per le controversie che riguardano le materie per le quali sono competenti. Siccome nessuna delle proposte presentate indica le nuove categorie alle quali potrebbe essere estesa l’abilitazione, risulterebbe necessario che, dopo l’approvazione dell’emendamento, l’attuazione fosse posta in mano a un decreto legislativo del governo volto proprio a individuare i nuovi soggetti abilitati.
La protesta dell’Unagraco - In ogni caso il possibile intervento nella delega fiscale non convince i dottori commercialisti, per i quali ha preso la parola l’Unagraco. "Di fronte al possibile ampliamento dei soggetti abilitati alla difesa dei contribuenti innanzi le Commissioni Tributarie, Unagraco ritiene che sia necessario salvaguardare il cittadino contribuente, lasciando le attuali figure professionali come i soli soggetti abilitati - ha esordito Alberto Ceccarelli, segretario nazionale della sigla di categoria - L'ampliamento a soggetti che non sono portatori di specifiche competenze comporterebbe sicuramente un indebolimento della veste dei difensori in materia tributaria. L'auspicio è che il legislatore non presti il fianco a chi, con attacchi da diversi fronti, oggi vuole colpire la professionalità degli iscritti agli Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, stante il perdurare della ‘vacatio’ della rappresentanza politica della nostra categoria professionale".