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E’ scaduto lo scorso 4 maggio il termine ultimo per l’impugnazione della sentenza del TAR dello scorso novembre con cui era stato accolto il ricorso del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili presentato avverso il decreto del Ministero della Giustizia 202/14 che - nel prevedere tra i requisiti soggettivi per l’iscrizione nel registro degli organismi autorizzati alla gestione della crisi da sovraindebitamento “il possesso di laurea magistrale, o di titolo di studio equipollente, in materie economiche o giuridiche”- di fatto finiva per precludere a circa 35mila ragionieri – benché iscritti nella sezione A dell’Albo dei commercialisti - la possibilità di entrare nel novero di detti organismi.
Segnali di apertura da parte del Ministero di Giustizia alla possibilità di trovare una soluzione ad una tale (giudicata) inopportuna esclusione c’erano stati, in verità, già nei mesi scorsi; e la mancata impugnazione della sentenza del TAR con cui il CNDCEC chiedeva l’annullamento del menzionato decreto giunge, quindi, come conferma della volontà di riconoscere la valenza - propugnata dal Consiglio medesimo e ribadita in più sedi dai Consiglieri Felice Ruscetta e Maria Rachele Vigani, delegati alla materia – della competenza e della formazione anche dei ragionieri commercialisti a poter svolgere l’attività in questione, a prescindere dal possesso della laurea quinquennale.
Soddisfazione per la felice conclusione della vicenda è stata espressa da Gerardo Longobardi, Presidente del CNDCEC, che ha ricordato come il Consiglio – già all’indomani della pubblicazione del D.M. 202 - si fosse schierato in difesa dei diritti delle migliaia di iscritti all’Albo di categoria, e ha dichiarato altresì il proprio apprezzamento per la grande attenzione e sensibilità dimostrata dal Ministero della Giustizia per la giusta definizione della questione.
Con l’occasione il CNDCEC ha pure comunicato che è di recente stato iscritto nel registro degli OCC tenuto presso il Ministero della Giustizia il primo di tali Organismi a struttura associata, composto cioè dagli Ordini Territoriali abruzzesi di Pescara, Avezzano, Chieti e Lanciano. A riguardo, i Consiglieri Ruscetta e Vigani, hanno commentato la portata della novità in termini di ulteriore segnale di avanzamento del progetto - portato avanti dal CNDCEC insieme alla Fondazione ADR commercialisti - per ampliare sia il numero degli OCC sul territorio nazionale che quello dei singoli iscritti con adeguata formazione in materia.