28 giugno 2013

Avvocatura aperta al confronto

Mediazione e geografia giudiziaria. Alpa e Cancellieri discutono all’inaugurazione dell’anno giudiziario forense.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’inaugurazione - L’anno giudiziario forense è stato inaugurato nei giorni scorsi alla presenza del presidente del Consiglio nazionale di categoria e del ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. In questa occasione il leader degli avvocati ha illustrato alcuni aspetti poco chiari e che hanno suscitato non poca insoddisfazione tra le schiere degli iscritti alla categoria.

Avvocati insoddisfatti - Il parere di Guido Alpa è che il sistema giudiziario sia diventato iniquo a causa soprattutto di evidenti squilibri dovuti, da un lato, all’‘aumento sconsiderato delle spese di giustizia’ e, dall’altro, alla ‘riforma delle circoscrizioni giudiziarie’, ossia alla cosiddetta revisione della geografia giudiziaria. In particolare, su quest’ultimo punto, gli avvocati hanno fatto la voce grossa nelle scorse settimane, dichiarando inaccettabile la decisione di accorpare le piccole sedi ai tribunali più grandi. L’origine di tali decisioni governative è senz’altro da riscontrare nella volontà di rispettare le condizioni europee per quel che concerne la spending review, ma il parere della categoria forense è che procedere su questa via implicherebbe il venir meno alle esigenze dei cittadini e dei professionisti che lavorano nel settore della giustizia, oltreché dei funzionari che stanno comunque manifestando a loro fianco. La speranza di un dietrofront governativo non è stata deposta, tuttavia risulta abbastanza debole da quando il Guardasigilli ha esternato la propria irremovibilità, per altro avallata dalle dichiarazioni in merito diffuse dal Capo dello Stato. Dal canto suo, il presidente del Consiglio nazionale forense ha sostenuto che “le cosiddette leggi di stabilità hanno incrementato i costi del contributo unificato, in qualche caso li hanno quadruplicati” e che “la crisi ha provocato un tunnel recessivo. C’è molto da fare per riconquistare i confini dei diritti perduti. I costi eccessivi e limiti all’accesso alla giustizia possono essere rimossi”.

Apertura al confronto –
A questo punto però, malgrado l’evidente insoddisfazione che alberga nella categoria e mai nascosta neanche in queste ultime settimane, il leader degli avvocati italiani si dichiara pronto a una collaborazione costruttiva con le sedi governative e amministrative, finalizzata al miglioramento del sistema giudiziario. Gli avvocati sono dunque consapevoli di avere sulle spalle delle immani responsabilità, pertanto intendono “collaborare nel dialogo e nella cooperazione con il ministero della Giustizia, con il Csm con le altre istituzioni, per individuare soluzioni condivise ed efficienti. Consegneremo al ministro della giustizia un pacchetto di proposte concrete”. Tra i punti sui quali sono pronti a rimboccarsi le maniche, Guido Alpa segnala interventi sull’attuazione del processo telematico, sul trasferimento delle best practice e sull’ufficio del giudice.

La mediazione obbligatoria
– Come abbiamo visto, i motivi di dissenso tra avvocatura e Ministero della Giustizia non sono pochi e se, da un lato, la revisione della geografia giudiziaria ha rappresentato il punto di massimo ‘scontro’, dall’altro, la mediazione obbligatoria non può esser considerata di minor levatura. In particolare, il Guardasigilli proprio su questo tema ha espresso dei pareri tutt’altro che negativi. “I costi sono stati contenuti al minimo per ciascuna parte nel caso in cui si possa pronosticare un esito negativo già al termine del primo incontro di programmazione – spiegato la Cancellieri - I tempi di durata massima della mediazione sono stati ridotti da quattro a tre mesi. Con queste innovazioni ritengo che il testo adottato, dopo un iniziale periodo di ‘assestamento’, potrà sortire effetti estremamente positivi sul carico del processo civile e superare le attuali diffidenze anche da parte del mondo forense”. Guido Alpa, accogliendo le chiare posizioni del ministro, ha però concluso chiarendo che il compito vigile dell’avvocatura sarà comunque quello di salvaguardare nel corso del processo (prima, durante e dopo, fuori e dentro) e anche nelle carceri. In definitiva, questo è lo scenario che ha caratterizzato l’inaugurazione dell’anno giudiziario forense, vedremo in seguito i risvolti delle questioni ancora aperte.

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