15 gennaio 2013

Avvocatura: arriva la riforma

I provvedimenti di una categoria rinnovata
Autore: Redazione Fiscal Focus

La riforma - Riforma forense, approvata in breve tempo, ma più lunghi saranno quelli di attuazione. Le novità si disporranno nell’arco di due annualità e saranno rese operative in maniera graduale, tramite l’emanazione di appositi decreti attuativi.

I 25 provvedimenti
- La legge, che entra in vigore dopo quindici giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non si renderà immediatamente e completamente attuativa, in quanto potranno essere applicate solo poche disposizioni in essa contenute. In ragione di ciò, dal momento dell’entrata in vigore si aprirà un periodo transitorio durante il quale saranno ancora valide alcune delle precedenti normative. E certo, comunque, che l’avvio all’emanazione di decreti specifici prenderà le mosse a partire dall’insediamento del prossimo governo, deputato a promulgare i provvedimenti specifici. Il primo passo sarà sicuramente l’emanazione del Testo unico delle disposizioni in vigore, che dovrà essere pronto non oltre i 24 mesi dalla vigenza della riforma. I provvedimenti, in totale, dovranno essere venticinque, dei quali undici emanati dal Ministero della Giustizia, uno dal Consiglio degli Ordini, uno dalla Cassa forense, nove dal Cnf e tre dal prossimo governo. La categoria rimane quindi in attesa di conoscere come siffatte disposizioni verranno promulgate nel corso del biennio appena iniziato.

Le aree d’intervento
– Le aree nelle quali i suddetti provvedimenti andranno ad operare sono quattro e riguardano l’accesso alla professione, la carriera professionale, la governance di categoria e il rapporto coi clienti. Nel primo caso si tratterà di andare a organizzare e disciplinare le norme di svolgimento della pratica professionale, stabilire le regole inerenti i corsi formativi contestuali al tirocinio e disciplinare la possibilità di svolgere la pratica presso uffici giudiziari. Allo stesso tempo, in questa prima area d’intervento vanno a inserirsi le disposizioni che determineranno le modalità di svolgimento della prova di Stato e quelle concernenti la pubblicizzazione tempestiva dell’avvio delle procedure per l’esame. La seconda area, poi, riguarda la carriera del professionista, ossia la sua vita all’interno della categoria. In quest’ambito i provvedimenti sono undici e si riferiscono alla promulgazione di un nuovo codice deontologico, all’individuazione di modalità di assolvimento dell’obbligo di aggiornamento (superando i crediti formativi), alla disciplina dei corsi formativi propedeutici al conseguimento del titolo di “specialista”, oltreché all’individuazione di quelle categorie professionali regolamentate con i cui iscritti gli avvocati potranno costituire associazioni multidisciplinari. Fanno sempre parte di questa seconda area i provvedimenti volti a disciplinare le stp, la difesa d’ufficio, l’istituzione della Scuola superiore dell’Avvocatura dalla cui frequenza dipende l’ottenimento del patrocinio di fronte alle giurisdizioni superiori. Le disposizioni di questo ambito si interrogheranno anche in merito alle tariffe, tant’è che riguarderanno l’individuazione di parametri da usare quando a decidere la liquidazione sarà il giudice poiché tra le parti non v’è accordo e la determinazione di condizioni e massimali minimi delle polizze assicurative. Inoltre con simili provvedimenti si intenderà altresì fissare i minimi contributivi per la Cassa di assistenza e previdenza, nonché l’emanazione del già citato Testo unico delle disposizioni inerenti la categoria forense. Per avviarci alla conclusione, altri otto decreti saranno quelli relativi agli organi di rappresentanza. A ben vedere, si legifererà per stabilire le modalità elettive dei consigli degli ordini circondariali, le regole per il funzionamento dell’assemblea e le modalità di redazione, pubblicazione e trasmissione degli albi e degli elenchi. Altri provvedimenti dovranno dare indicazioni per istituire e regolamentare sia l’osservatorio permanente sull’esercizio della giurisdizione sia l’elenco delle più importanti associazioni specialistiche. Infine, si dovranno emanare decreti per la definizione dei consigli disciplinari distrettuali, per istituire le regole dei procedimenti disciplinari e per stabilire le regole di funzionamento delle commissioni di lavoro. L’ultima area d’intervento riguarda il rapporto coi cittadini; in questo caso si dovrà pensare a un provvedimento che regoli le modalità di accesso allo sportello da parte degli utenti.

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