4 dicembre 2012

CdS e Casse: il no dell’ANC

L’Associazione andrà avanti per tutelare gli iscritti.
Autore: Redazione Fiscal Focus

La sentenza - In merito alla sentenza del Consiglio di Stato che include le Casse di previdenza private nell’elenco Istat delle pubbliche amministrazioni (sentenza n. 6014 del 28 novembre 2012) è intervenuta ieri l’ANC, per sottolineare il proprio sconcerto innanzi a una siffatta decisione.

Il punto dell’Anc - Le domande che si pone la sigla di categoria sono quelle che negli ultimi giorni si sono repentinamente diffuse tra gli esperti del settore. L’ANC infatti si chiede “come si possa concepire che un ente pubblico viva esclusivamente di contributi privati, sia gestito in piena autonomia e non riceva alcun finanziamento da parte dello Stato o di altro Ente”. Non trova risposte “plausibili” l’associazione presieduta da Marco Cuchel. L’unica motivazione alla base della decisione dell’organo consultivo del governo risulta essere “il tentativo, neanche troppo celato, di appropriarsi di risorse che allo Stato non competono, appare francamente difficile”.

Niente giustificazioni - Il parere dell’associazione di categoria è che non si possa giustificare la scelta di “stralciare” la natura giuridica di un ente, nascondendosi dietro le necessità destate dalla triste congiuntura economica dell’Italia. “Se la situazione economica del Paese impone di attuare ogni possibile sforzo per risollevare le finanze pubbliche, ciò non significa che si possa stravolgere in questo modo la natura giuridica degli enti previdenziali privati, colpendo in modo grave e ingiustificato la loro autonomia”, ha spiegato la sigla sindacale nella nota diffusa ieri.

Le conseguenze possibili – Le conseguenze che intravede l’Associazione di Cuchel sono due, strettamente correlate. Da un lato vi sarebbe la raggiunta “legittimità del prelievo da parte dello Stato derivante dalle nuove norme in materia di spending review”, dall’altro invece “si rischia lo stravolgimento della gestione del patrimonio immobiliare, dei rapporti contrattuali intrattenuti con fornitori e consulenti e della gestione del personale”. Per tali ragioni l’ANC ha deciso di condurre “nelle sedi opportune, il suo impegno a tutela degli iscritti, agendo anche a supporto dell’azione che le Casse e la Confederazione di riferimento (Adepp) sapranno porre in essere”.

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