25 giugno 2013

Cndcec: a Taranto sospendono prima rata

L’Odcec tarantino ha sospeso il trasferimento della prima rata contributiva per l’esercizio finanziario 2013.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Sospensione prima rata 2013 – I dottori commercialisti e gli esperti contabili di Taranto non devolveranno la prima rata contributiva al Consiglio nazionale della categoria. Almeno non per il momento. Il Consiglio dell’Ordine tarantino ha infatti deliberato la sospensione del contributo dovuto per l’esercizio 2013, decidendo altresì di accantonare la quota in un conto ‘indisponibile e vincolato’ fino a quando non verrà calcolata una determinazione della rata che risulti più equa di quella attuale. L’Ordine, inoltre, si riserva di effettuare poi la restituzione a ciascun iscritto del possibile ammontare eccedente.

Le motivazioni della delibera -
Da cosa prende origine la delibera che l’Ordine pugliese ha diffuso non solo agli altri Ordini territoriali, ma anche al Commissario straordinario della categoria e al Direttore generale? Innanzitutto risulta doveroso segnalare che la scelta per la quale hanno optato i rappresentanti dei commercialisti tarantini non mira a ottenere proseliti nella Penisola, tant’è che non si origina da un desiderio di plauso e acclamazione. La diffusione del documento a tutti gli Ordini è nata difatti dall’esigenza di condividere le difficoltà riscontrate, con l’intento di scoprire se nelle diverse aree del Paese si stanno vivendo le medesime problematiche. In sostanza, le decisioni in seno al Consiglio direttivo dell’Ordine sono state assunte in piena unanimità, poiché sono condivise le situazioni critiche andatesi a creare. Situazioni che non nascono solo dalla recessione che ha colpito il Belpaese, quanto anche dal grave vulnus governativo che da quasi un anno sta interessando la categoria. I rappresentanti tarantini hanno quindi ritenuto di non poter più attendere oltre, scendendo in campo con una decisione tanto forte quanto ragionata. Non si è trattato infatti di mero impulso, ma di una delibera che rappresenta l’inevitabile punta di un iceberg fatto di confronti, proposte e riflessioni.

Le considerazioni – I membri del Consiglio direttivo di Taranto hanno preso in considerazione un gremito numero di elementi che hanno poi condotto all’illustrata delibera. L’elemento centrale delle considerazioni analizzate dall’organo governativo territoriale è la crisi economica che ha colpito i professionisti così come qualsiasi altra realtà produttiva del Paese. La crisi è lontana dall’essere superata, pertanto il Consiglio nazionale non può rimanere cieco e sordo innanzi alle difficoltà che ciascun iscritto si trova a dover fronteggiare. La recessione economica ha afflitto i professionisti, nello specifico quelli appartenenti alla categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che non solo non riescono più a ritrovare quella serenità che permetteva loro di portare avanti le rispettive operazioni professionali, ma allo stesso tempo ha reso sempre più complicati i rapporti coi clienti dai quali risulta quanto mai difficile riuscire a ottenere il giusto compenso in tempi accettabili. Le motivazioni sono sostanzialmente due: da un lato, anche per i clienti la crisi ha ridotto le possibilità economiche; dall’altro, sta dilagando una preponderante sfiducia nei confronti delle professioni e delle consulenze intellettuali. Tutto ciò nella completa indifferenza di un Consiglio nazionale ormai inesistente, posto nelle mani del secondo Commissario straordinario che ha l’esclusivo potere di portare a compimento meri atti amministrativi. La situazione è di giorno in giorno sempre meno sostenibile. Persino le indennità e i rimborsi spese dei Consiglieri nazionali, oltreché le quote che gli iscritti devono versare, sono superiori alla media ponderata degli altri ordini professionali. La necessità di stringere la cinghia è stata compresa da tutti, anche dagli enti locali che hanno attivato politiche di spending review. Da tutti, tranne che da un Consiglio nazionale che di fatto ancora non esiste, ma che pretende comunque la quota contributiva. Intanto però i termini per il versamento della rata relativa all’esercizio finanziario 2013 sono già scaduti e la scelta di sospendere il trasferimento della prima rata al Consiglio nazionale potrebbe anche incontrare analoghi accoglimenti in altri presidi territoriali.

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