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CIVIT e Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili sono giunti in questi giorni alla firma di un protocollo d’intesa che definisca il ruolo dei commercialisti nell’attuazione delle disposizioni della riforma “Brunetta”.
Il primo incontro - La Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche ha riaperto il confronto con il Consiglio nazionale dottori commercialisti ed esperti contabili, intavolato lo scorso 5 maggio. All’epoca, la CIVIT aveva incontrato il leader dei commercialisti, Claudio Siciliotti, il direttore generale del Consiglio nazionale, Francesca Maione, il consigliere nazionale, Giosuè Boldrini, al fine di dare avvio a un piano di lavoro condiviso in merito alla questione relativa al contributo richiesto ai commercialisti dalla cosiddetta “riforma Brunetta”. Il provvedimento, che prende il nome dal capo del Dicastero della Pubblica amministrazione, prevede che anche i dottori commercialisti collaborino al fine di mettere in pratica le innovazioni in materia di trasparenza che le diverse sedi degli Uffici pubblici dovranno adottare e che prevedono proprio una collaborazione tra i funzionari statali e organismi indipendenti di valutazione.
Il protocollo d’intesa - Proprio in questi giorni si è concretizzato il secondo degli incontri stabiliti a maggio. Questa volta a raggiungere la sede della CIVIT, al fine di fare le veci del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, è stato Giosuè Boldrini, membro del Consiglio nazionale con delega ai rapporti con gli Enti pubblici. Boldrini si è confrontato con il presidente della Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, Antonio Martone, e con il consigliere vicario della CIVIT, Luciano Hinna. I propositi del meeting, peraltro raggiunti con soddisfazione da entrambe le parti, hanno posto una priorità di rilevanza a quella che si è concretizzata come la stipula di un protocollo d’intesa tra l’Ente pubblico e l’Albo nazionale, finalizzato a determinare la strada da seguire in fatti di criteri applicativi della suddetta riforma delle Pubbliche amministrazioni, nello specifico per quel che concerne la conduzione della performance. Con quest’ultimo termine s’intende indicare i rapporti di collaborazione che intercorrono tra non pochi dottori commercialisti ed esperti contabili e le Amministrazioni pubbliche, che in seguito all’accordo firmato tra CIVIT e CNDCEC si avvarranno di ulteriori modalità di regolamentazione.
La posizione del CNDCEC - L’impegno del Consiglio nazionale guidato da Claudio Siciliotti si traduce in una presa di coscienza delle responsabilità che gli iscritti andranno ad assumere nei confronti della collettività. Lo stesso Consiglio nazionale ha confermato che procederà tenendo presente il ruolo che i diversi Enti pubblici saranno tenuti ad adottare in base agli accordi intercorsi tra questi e la CIVIT. La collaborazione sarà concretizzata attraverso il lavoro responsabile dei singoli iscritti che parteciperanno al fine di garantire all’apparato amministrativo statale un grado maggiore di efficienza ed efficacia.