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La data di merito - In riferimento all’ormai gravosa questione del rinnovo del consiglio direttivo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, è giunta in questi giorni una novità il cui carattere, se negativo o positivo, ancora non si comprende bene, ma quel che è certo è che darà sicuramente una svolta allo stallo attuale. In sostanza, è stato deciso che il prossimo 17 dicembre si terrà l'udienza di merito al Consiglio di Stato. La data è stata fissata dai giudici dell’organo consultivo del governo che hanno rinviato lo snodo della matassa alla fase di merito. Lo scorso 27 agosto si era tenuta, in proposito, una discussione cautelare dalla quale è emersa quindi una simile direzione operativa.
Niente elezioni – Non ci saranno nuove elezioni, ciò implica che il Ministero della Giustizia non ha ancora intenzione di dare esecuzione alle disposizioni del TAR del Lazio.
Le tappe - Attualmente ai vertici della categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili è stato posto un Commissario straordinario, il secondo, che svolge funzioni meramente amministrative. La governance non è stata rinnovata né in seguito alle famigerate elezioni del 15 ottobre dello scorso anno, quando erano sorte polemiche (anche per via giudiziaria) in relazione alla presunta irregolarità di una lista e alle altrettanto presunte posizioni di legittimità di alcuni consigli territoriali votanti. La bagarre sorta da quelle consultazioni elettorali aveva portato, dopo neanche un paio di mesi, al Commissariamento straordinario in attesa che si svolgessero le nuove elezioni il 20 febbraio dell’anno in corso. Purtroppo però queste nuove consultazioni elettorali sono state sospese dal Consiglio di Stato e il primo Commissario, dopo aver dato dimissioni spontanee, è stato sostituito da quello attuale. Ora la palla è passata a Palazzo Spada che dovrà pronunciarsi sulla legittimità del decreto del Ministero della Giustizia, emesso l’11 dicembre 2012, che di fatto scioglieva il Consiglio nazionale e nominava un commissario straordinario proclamando le citate elezioni del 20 febbraio 2013. La decisione del dicastero era comunque stata considerata legittima da ben due sentenze del TAR laziale depositate il 2 luglio, la 6540 e la 6453; con siffatte pronunce inoltre il Tribunale amministrativo regionale del Lazio respingeva i ricorsi avanzati da alcuni candidati di una lista attraverso i quali si pretendeva la sospensione del decreto.
Prospettive – Ora, se questi sono i fatti noti e arcinoti, le certezze e le incognite sul prossimo futuro sorgeranno proprio il giorno in cui Palazzo Spada dovrà pronunciarsi nel merito. L’auspicio è che l’impasse possa risolversi in tempi brevi, visto che si trascina ormai da un anno. Purtroppo però le più rosee previsioni pongono la possibilità di nuove elezioni non prima della prossima primavera. La categoria, come ormai fa da mesi, dovrà ancora attendere.