9 gennaio 2012

CNDCEC: controlli fiscali e sforbiciate agli sprechi

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il caso - E’ della scorsa settimana la notizia fiscale di fine anno, vale a dire l’operazione investigativa portata avanti dall’Agenzia delle Entrate del Veneto che nel giro di una giornata, quella del 30 dicembre, ha tenuto sotto “assedio” un ben fornito numero di negozi e di turisti sedicenti poveri nella località di montagna più lussuosa d’Italia, ossia Cortina d’Ampezzo. L’evento ha generato non poche critiche, alle quali gli Uffici fiscali hanno risposto con i fatti alla mano, mostrando che l’intervento degli ispettori non ha messo in pericolo le attività commerciali e turistiche, anzi ne ha incrementato gli affari impedendo alterazioni del circuito commerciale. Per quel che concerne i turisti, l’ascia di guerra contro l’evasione si è levata sulle auto di grossa cilindrata posteggiate nelle diverse aree di svago presenti nella località ampezzana. I riscontri in merito hanno portato alla luce più di cento irregolarità ai fini della dichiarazione dei redditi, stanando così i “poveri” evasori nel mentre di una vacanza per nulla in ristrettezze.

La posizione del CNDCEC - Alla stregua di molti altri operatori nel settore fiscale ed economico, anche i commercialisti hanno fatto sentire la propria voce in merito a quel che accadeva in quel di Cortina a ridosso del Capodanno. Ebbene, il parere manifestato da Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, non è per nulla in contrasto con le operazioni investigative promosse dall’Agenzia, né per quel che concerne le modalità, né tantomeno per le motivazioni di base. Il leader dei commercialisti italiani dichiara di preferire un modus operandi di siffatta natura, che porti gli investigatori del Fisco ad azioni che entrano nel dettaglio senza emettere sentenze e giudizi in via generale. “Al netto di qualche eccesso di spettacolarizzazione, l’azione di controllo messa in campo nei giorni scorsi a Cortina da parte dell'Agenzia delle entrate – dichiara Claudio Siciliotti – è apprezzabile e legittima e può rappresentare una delle strade da percorrere per scovare l’evasione. Una via comunque preferibile rispetto ai meccanismi statistici automatici di massa che pretendono di invertire sul contribuente l'onere di provare il rispetto delle regole per non soccombere all’Erario. Una situazione per la quale anche molti dei liberi professionisti e imprenditori che pagano onestamente le tasse guardano con timore a un'azione accertativa che percepiscono come un’aggressione del pubblico sul privato, prima che come un'azione di giustizia sociale”. In parallelo, comunque, la guida dei commercialisti e degli esperti contabili italiani riconosce anche che azioni di questa portata non sono sufficienti ed esaustive per una completa battaglia contro le irregolarità fiscali, in quanto egli ritiene che la coesione del Paese per quel che riguarda le responsabilità di ciascun cittadino rispetto agli altri si costruisca anche attraverso la politica del buon esempio, che in parole spicciole è concretizzata nel contrasto “a sprechi e corruttele nella pubblica amministrazione”.

Il richiamo alla responsabilità – Questo si traduce, per la categoria rappresentata da Siciliotti, in un’azione mirata a sviluppare la cultura della responsabilità e dell’impegno, al fine di assestare determinanti sconfitte ai danni di piaghe sociali quali, appunto, l’evasione fiscale e la corruzione. E’ evidente che, in prima battuta, il presidente del Consiglio nazionale si rivolge alla classe politica posta alla governance del Paese. “Occorrono misura e senso di responsabilità – afferma Siciliotti - Molti esponenti politici soffiano invece sul fuoco di questi timori in modo palesemente strumentale, formulando giudizi assurdi su istituzioni del Paese che attuano disposizioni da loro stessi votate. Ma inopportuna è anche la scelta dell'Agenzia delle entrate, istituzione del Paese, di rispondere con comunicati stampa che, invece di limitarsi a diffondere in modo asettico i dati delle verifiche, indulgono in formule ironiche che rischiano di alimentare ulteriormente il timore strisciante di revanscismi ideologici nell'azione amministrativa”. E il discorso non si esaurisce in questi termini. Per i commercialisti e gli esperti contabili dire responsabilità significa equità nelle operazioni di argine alle azioni irregolari. Pertanto, ben vengano misure restrittive e coatte mirate al controllo di possibili episodi di evasione, ma a patto che queste siano disposte in concomitanza a un più rigido monitoraggio degli sperperi in seno alla Pubblica amministrazione. “In questi ultimi anni – conclude Siciliotti - sono state destinate sempre più risorse finanziarie e poteri eccezionali alla lotta all'evasione, mentre praticamente nulla è stato fatto per combattere corruzione e sperperi nella PA. Uno strabismo che già nel breve periodo potrebbe minare la coesione sociale del Paese. Come sottolineato con chiarezza dallo stesso Presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno, le battaglie contro evasione fiscale e corruzione vanno combattute contestualmente” .

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