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Unitarietà della categoria - L’unità della categoria sembra essersi incamminata verso un sentiero di fatti, più che di parole. Questa può essere a sintesi dell’assemblea dei presidenti, dei vicepresidenti e dei rappresentanti degli Ordini della Federazione regionale d'Abruzzo che si è svolto lo scorso 28 marzo a Pescara. I convenuti hanno infatti sottolineato il proprio compiacimento in merito alla firma del documento "ritiro liste e ricorsi" apposta da Gerardo Longobardi, Massimo Miani, Davide Di Russo e Raffaele Marcello. Con questo gesto, sottolineano gli Ordini abruzzesi, i massimi candidati alle competizioni per il rinnovo della governance “hanno dato prova della loro volontà di ridare unitarietà alla categoria”.
Ulteriori auspici – I lavori del 28 marzo, a ridosso delle festività pasquali, hanno posto in evidenza anche la necessità di assistere ad altre prese di posizione forti e importanti per la professione, quali il ritiro delle liste e dei ricorsi presentati. Solo procedendo lungo una simile direzione si può continuare a testimoniare quel senso di responsabilità più volte proclamato. La posizione degli Ordini abruzzesi è quella ribadita, ossia di concertare una soluzione condivisa “al fine di ridare la parola agli Ordini con nuove elezioni da tenersi nel più breve tempo possibile”.
Rideterminazione della quota annuale – Inoltre, prendendo atto che al momento il Consiglio nazionale, soggetto a Commissariamento straordinario, non ha svolto il compito per il quale è destinato e in virtù del quale ciascun iscritto versa la propria quota, gli Ordini abruzzesi hanno chiesto al Commissario straordinario Giampaolo Leccisi “di voler rideterminare la quota annuale dovuta per l'anno 2013 dagli Ordini al CN revocando la richiesta di riscossione della seconda rata”. Il punto è che gli istanti ritengono che da qualche mese ormai il Consiglio nazionale non svolge più alcuna attività a favore e tutela degli Ordini territoriali.
Il Congresso Mondiale – Altro punto vagliato dai rappresentanti dell’Abruzzo riguarda l’organizzazione del Congresso Mondiale previsto per il 2014. Gli Ordini chiedono al Commissario straordinario di fornire specifici chiarimenti sul destino delle “attività dei tanti colleghi impegnati in attività internazionale e non, ed in rappresentanza dello stesso CN”. Gli Ordini “auspicano infine che fino alla proclamazione del nuovo CN vengano portate avanti, dai nostri sindacati nazionali, dalle Fondazioni degli Ordini (anche confederate) e dagli Ordini, attività formative e azioni di pressione nei confronti della politica al fine di scongiurare ulteriori danni per la categoria, già duramente provata da questi eventi elettorali”.