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Roma lì 10 luglio 2013 - A dieci giorni dalla scadenza del termine per poter appellare la sentenza del Tribunale di Aosta - la cui notifica, effettuata da una delle parti, ha comportato il decorso del termine breve per la sua impugnativa - i rappresentanti degli Ordini d'Italia presenti alla riunione della lista "Insieme per la Professione", auspicano che la stessa venga al più presto riformata e conseguentemente venga appellata non solo dal soggetto a cui la stessa fa riferimento ma anche, laddove possibile, dagli Ordini a tutela dei diritti dei propri Iscritti, incompatibili con la sentenza de qua.
Affermare, così come è stato fatto nella sentenza, che per poter trasferire il domicilio professionale occorra, tra l'altro, “prima procurarsi una struttura adeguata all’esercizio dell’attività” e “avere la certezza della clientela” significa impedire di fatto la circolazione di un professionista e il libero esercizio della sua attività.
Prestare acquiescenza a tale statuizione, secondo i rappresentanti degli Ordini presenti, determinerebbe un’evidente disparità di trattamento tra la libertà di stabilimento di un’impresa (che per installarsi su un territorio non necessita di un preesistente “portafoglio clienti”) e quella di un professionista (che potrebbe installarsi su un territorio solo dopo aver adeguatamente comprovato l’esistenza, su detto territorio, di una consolidata e consistente clientela).
Le conclusioni del Tribunale di Aosta presuppongono condizioni non richieste dalla Direttiva n. 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005 e dal Decreto Legislativo 9 novembre 2007, n. 206, che ha dato attuazione a detta Direttiva. Tra l'altro i Consigli degli Ordini per prassi consolidata non seguono tale indirizzo in quanto prima di deliberare il trasferimento di un Iscritto non procedono a verificare se colui che chiede il trasferimento disponga di una struttura adeguata e di una clientela nel circondario dell'Ordine ove si chiede il trasferimento.
E’ quindi auspicabile che la decisione fondata su tali principi venga al più presto riformata, restando, questo, un caso giurisprudenziale isolato.