7 ottobre 2015

Cndcec. Il nuovo Codice deontologico

Il 24.10 si chiude la pubblica consultazione, poi approvazione definitiva
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il nuovo Codice deontologico - Fino al prossimo 24 ottobre rimarrà aperta la pubblica consultazione in merito al nuovo Codice deontologico dei commercialisti italiani, approvato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, le cui osservazioni da parte degli iscritti potranno essere inoltrate all’indirizzo mail consultazionecodicedeont@commercialisti.it. I temi sui quali verte il nuovo Codice deontologico sono la responsabilità professionale e disciplinare, tirocinio, pubblicità, compensi. L’obiettivo principale del nuovo testo è quello di colmare l’evidente necessità di aggiornamento circa i contenuti, adeguandoli alle novità legislative intervenute in questi ultimi anni in materia di professioni intellettuali, a cominciare dalla riforma del 2012, tenendo conto che il codice precedente risaliva al 2008.

Cosa prevede – Quali sono quindi i punti sui quali si sofferma il nuovo codice deontologico? Ebbene, in prima battuta il testo ancora in pubblica consultazione stabilisce “l’obbligo di copertura assicurativa per i rischi professionali e, in tema di responsabilità disciplinare, riguardo alla proporzionalità della sanzione, alcuni parametri (gravità del fatto, grado della colpa, eventuale sussistenza del dolo e sua intensità, etc.) da prendere in considerazione in sede di procedimento disciplinare”. Secondo quanto chiarito da una specifica nota diffusa in questi giorni dal Consiglio nazionale della categoria, è stato altresì introdotto il riferimento al consiglio di disciplina quale giudice disciplinare. Nuove aggiunte riguardano poi il tirocinio, la cui normativa viene così allineata alla riforma del 2012 che garantiva ai praticanti un rimborso spese dopo aver superato il sesto mese di pratica. Inoltre, anche per quel che concerne la pubblicità e l’informativa pubblicitaria sono stati indicati alcuni necessari chiarimenti circa la presenza di riferimenti pubblicitari o commerciali sul sito internet del commercialista. Sul fronte del compenso professionale, il nuovo Codice non prevede più i riferimenti all’abrogata tariffa e chiarisce che la misura del compenso deve essere specificata in forma scritta. “Inoltre, alla luce della casistica emersa dall’applicazione del codice deontologico del 2008, sono state introdotte importanti precisazioni sulle condotte da tenere nei rapporti con i colleghi (delineando in modo specifico il comportamento da assumere in caso di subentro ad un collega nell’ incarico professionale) e nei rapporti con i clienti (fornendo indicazioni precise riguardo all’accettazione dell’incarico, compresi l’individuazione per iscritto della misura del compenso e il comportamento da tenere nel caso in cui il professionista detenga somme per conto del cliente, nonché alla rinunzia allo stesso, con particolare riferimento al caso di irreperibilità del cliente). Precisazioni sono state introdotte anche sui rapporti con dipendenti e collaboratori (definendo anche per questi ultimi i doveri di correttezza in ordine al divieto di sviamento della clientela). In caso di incarico istituzionale, infine, sono stati precisati i doveri di correttezza gravanti sul professionista connessi, in particolare, al divieto di utilizzare l’incarico per fini pubblicitari ovvero per sollecitare l’affidamento di incarichi professionali”, aggiunge la nota del Consiglio nazionale di categoria.

I commenti – Sul punto è tempestivamente intervenuto il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Gerardo Longobardi, affermando che il nuovo Codice deontologico, che verrà approvato in maniera definitiva dopo la conclusione della pubblica consultazione, “rappresenta un ulteriore tassello della gran mole di lavoro prodotta dal Consiglio nazionale per recuperare il terreno perduto negli scorsi anni. Il coinvolgimento della categoria, attraverso la pubblica consultazione, anche su un tema quale la deontologia è il frutto della scelta di questo Consiglio di aprirsi quanto più possibile alla partecipazione democratica dei suoi iscritti”. Al numero uno della categoria ha fatto eco il Consigliere nazionale delegato alla materia, Giorgio Luchetta, aggiungendo che “in coordinamento con il nuovo codice deontologico intendiamo approntare anche un codice delle sanzioni che, nell’ambito della delicata funzione disciplinare, fornisca ai Consigli di disciplina indicazioni sull’irrogazione delle sanzioni rispetto a condotte specificamente individuate. L’obiettivo cui miriamo è quello di agevolare l’applicazione di sanzioni uniformi su tutto il territorio nazionale”.

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