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Decisione agli Ordini - “La proposta avanzata è nata soprattutto pensando al futuro dei giovani colleghi”, con queste parole Francesco Muraca, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catanzaro ha motivato le ragioni che lo hanno spinto a scrivere la lettera con la quale chiede l’immediato ritiro delle candidature e dei ricorsi, oltreché il passaggio della decisione agli Ordini locali. Nei giorni scorsi il medesimo auspicio era stato palesato dall’Ordine di Rieti, con le esternazioni del presidente Coccia, mentre aveva manifestato evidente dissenso l’Ordine di Nicosia tramite una missiva a firma del presidente Maggio.
La responsabilità e il nuovo - In ogni caso, la proposta non è rimasta inascoltata dai destinatari della lettera, in quanto Massimo Miani e Raffaele Marcello hanno accolto in maniera repentina l’invito, annunciando le proprie dimissioni a patto però che si verifichino due condizioni: il ritiro dei ricorsi e le contestuali dimissioni delle liste Longobardi – Di Russo. “Il momento storico che stiamo vivendo non ci consente di litigare tra di noi con ricorsi e beghe elettorali”, ha affermato Miani in riferimento alla difficile congiuntura economica attraversata dal Paese, nonché alle non poche problematiche che stanno incontrando gli studi professionali e gli iscritti all’Albo. “Appare quanto mai necessario trovare una soluzione, pertanto io sono disposto a farmi da parte. È un senso di responsabilità che dovrebbero sentire tutti i soggetti coinvolti, dichiarandosi disposti a farsi da parte per consentire agli Ordini di individuare una via risolutiva”. Queste le ragioni, quindi, che hanno indotto i candidati delle liste «Vivere la professione» ad accogliere la proposta di Mancuso. Il parere è chiaro: è necessario uscire dell’impasse. Si tratta di un’intenzione che Massimo Miani aveva già palesato nei mesi scorsi, ancor prima di prendere le redini al posto di Claudio Siciliotti. “Tuttavia oggi c’è bisogno di un progetto nuovo che non è quello di Miani né quello di Longobardi. Su queste basi è opportuno costruire. Altrimenti diverrà impossibile arginare la contrapposizione verificatasi nei mesi scorsi”. Il parere di Miani è che decidere di farsi da parte rappresenta in pieno il senso di responsabilità che la ‘base’ chiede ai candidati. “L’auspicio – conclude – è che si riesca a trovare un presidente serio, che non sia stato coinvolto in queste campagne elettorali e che non abbia parteggiato per nessuna delle due liste. Con una persona nuova alla guida, tutti i problemi si risolvono automaticamente. La categoria ci chiede questo, nient’altro”.
Difendersi dall’assalto ‘non ordinistico’ - “La parola deve necessariamente passare agli ordini, unici soggetti legittimati. Loro dovranno designare in maniera celere la governance che gli iscritti meritano”, questa è la priorità evidenziata da Gerardo Longobardi che, insieme a Davide Di Russo, è il candidato di punta delle liste «Insieme per la professione». L’ex presidente dell’Ordine capitolino sottolinea una simile emergenza soprattutto alla luce delle novità in campo professionale, con le non ordinistiche che guadagnano spazio e credibilità anche da parte delle istituzioni. In un contesto simile, dove si assiste a un sostanziale ‘assalto’ ad attività finora di esclusivo appannaggio dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, è evidente che la categoria non può rimanere priva di tutele e rappresentanza. In una parola: serve una governance. “Siamo innanzitutto chiamati a tener conto dell’interesse della base. La cosa migliore oggi, con un contenzioso pletorico difficilmente risolvibile a breve, è proprio il ritiro delle liste e degli stessi ricorsi – dichiara senza mezzi termini Gerardo Longobardi – A questo punto è opportuno lasciare la parola agli Ordini territoriali. Il Consiglio nazionale commissariato crea solo difficoltà agli iscritti, al contrario noi abbiamo bisogno di una guida”. Ancora una volta il pensiero di Longobardi corre alla rivalità con le professioni ‘senz’albo’ che stanno prendendo piede soprattutto nel settore economico-fiscale. “Al giorno d’oggi – conclude - è indispensabile invertire le rotta e far sì che la governance di categoria si ripristini il più presto possibile. Già una volta la lista guidata da me e Di Russo ha fatto il famoso ‘passo indietro’, quindi non ci crea un problema doverlo ripetere per il bene della categoria”. In ogni caso, il monito conclusivo di Longobardi si sofferma sull’‘attenzione’ e il ‘rispetto’ nei confronti degli iscritti, questi concetti infatti generano “l’atto responsabile di tirarsi indietro e far sì che tutte le ipotesi di contenzioso vengano meno”.