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No alla lista unica - Sulla lista unica la categoria ha incassato un triste nulla di fatto. Ciascuna delle due liste che si contenderanno i seggi più alti del Consiglio pare non essere propensa ad abbracciare la proposta avanzata, in primis, dall’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti e degli esperti contabili. Proposta che, a dire il vero, anche altre associazioni di categoria avevano caldeggiato nelle settimane antecedenti il Natale.
L’incontro - Per dare adito alle proprie aspettative, l’Unione guidata dalla Di Vona ha promosso un incontro, tenutosi nel pomeriggio del 15 gennaio, tra i maggiori esponenti delle due liste. L’incontro non ha avuto gli esiti sperati, in quanto i candidati hanno dichiarato di non poter unire interessi e incarichi per i quali hanno ricevuto specifico mandato dalle diverse sedi locali della categoria. “È emerso – spiega l’Unione in una nota - che molti dei protagonisti della precedente tornata elettorale non si ripresenteranno ma anche che gli accordi presi con i vari territori dalle due liste per le elezioni di ottobre, di fatto impediscono l’avvio di un percorso che porti ad una sintesi dei diversi progetti elettorali”.
Il punto dell’Unione - La sigla alla quale fanno riferimento i giovani dottori commercialisti e gli esperti contabili, non demordendo nel raggiungimento dei propri obiettivi, a siffatte giustificazioni palesate dai candidati, ha precisato diverse altre possibilità risolutive che non fossero il mantenimento degli attuali assetti e divisioni. “È stato fatto notare che la situazione in cui ci si trova adesso (elezioni annullate, CN commissariato, immagine della categoria da ricostruire) dovrebbe permettere, anzi imporrebbe, a chi si mette a servizio della categoria, di valutare e scegliere la squadra migliore senza vincoli o ‘debiti’ pregressi”. Ma nessuna opera di convincimento è riuscita a smuovere le solide posizioni delle liste. “Evidentemente non tutti hanno la stessa scala di valori e priorità”, è l’amaro commento dell’Ungdcec.
Conclusioni - L’Unione riteneva opportuno, per il bene della categoria e alla luce della devastante esperienza di ottobre, proporre una lista unica che si presentasse quale sintesi delle due componenti e mostrasse la ritrovata unità della categoria. Purtroppo così non è stato. Nonostante infatti l’incontro sia stato abbastanza disteso e le parti abbiano discusso pacatamente, “la lista unica rimarrà purtroppo un miraggio”. In ogni caso, l’Unione non può ritenersi per nulla biasimevole, poiché ha dimostrato d’essere un vero e proprio punto di riferimento all’interno della categoria, pertanto “continuerà la sua opera di critica e stimolo nei confronti dello schieramento che uscirà vincitore dalle urne, con la speranza che questo abbia i numeri sufficienti e soprattutto la coesione necessaria per essere la guida della categoria intera”