6 dicembre 2011

CNDCEC: occhi puntati sulla nuova manovra correttiva

Autore: Redazione Fiscal Focus

Manovra salva-Italia - Da appena due giorni circolano le notizie sui focus messi a punto dall’esecutivo guidato da Monti e già da più parti si levano analisi e commenti. Non ultimo ad interrogarsi in merito ai contenuti, ai principi e agli obiettivi della cosiddetta manovra salva-Italia è Claudio Siciliotti, il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili che ha ben giudicato le misure in via di adozione, pur esprimendo naturali dubbi e riserve in merito ad argomenti maggiormente vicini alle problematiche da mesi affrontate dalla categoria. Il parere di Siciliotti è che il presente provvedimento non possa considerarsi come la massima espressione del Governo in carica, in quanto molte delle questioni vagliate risultano acerbe e poco inclini a risolvere gran parte dei problemi. Nonostante ciò, il leader dei commercialisti italiani ritiene che la manovra non possa esser presa in cattiva considerazione, in primo luogo poiché è stata magistralmente messa in piedi nel giro di poche settimane, in secondo luogo perché per la prima volta nell’arco dell’ultimo anno un Esecutivo ha deciso di prendere di petto la critica situazione dell’Italia. “Ci sono misure dure, sulle quali è lecito esprimere più di una riserva, ma la valutazione deve essere di insieme e questa è una manovra che dà finalmente l'impressione di essere frutto di una sintesi invece che di un’antitesi. C’è una visione d’insieme, che certo non alleggerisce il peso di interventi spesso draconiani, ma che rappresenta comunque un’importante novità – ha dichiarato Claudio Siciliotti - Se questa manovra rappresentasse il massimo di innovazione e di riformismo che questo governo è in grado di mettere in campo, ci sarebbe di che preoccuparsi. Ma essendo l’esecutivo in carica da sole tre settimane, siamo convinti che sarà capace di metter mano ad altri interventi strutturali e a misure meno timide per la crescita rispetto a quelle varate ieri, nonostante l’apprezzamento che esprimiamo su ACE e deducibilità dell’Irap”. Oltre a quanto esposto, il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili ha anche sottolineato il rigore e l’equità come principi fondanti la manovra appena sfornata dal Governo. “Il giudizio sul rigore – spiega il leader dei commercialisti italiani - va dato sull'idoneità delle singole misure a incidere in concreto sui conti, quello sull'equità sul bilanciamento dei sacrifici: da questo punto di vista, la misura appare più rigorosa ed equa di altre”.

Riforma professioni – Il punto che preme la categoria della quale Claudio Siciliotti è rappresentante riguarda, in prima battuta, la sbandierata (da mesi) riforma delle professioni, ma che nel concreto da agosto ad oggi si è scontrata più con sconfitte che con vittorie. L’auspicio, peraltro condiviso da diversi rappresentanti di Ordini professionali, è che una nuova regolamentazione arrivi presto. I commercialisti “non temono scadenze inderogabili – assicura il presidente del Consiglio nazionale - essendo anzi già pronti da tempo per un adeguamento del nostro ordinamento. Ma ci aspettiamo che sia ora il Governo ad attivarsi immediatamente”. A motivo di questa attesa densa di speranza, Siciliotti si esprime in favore di una prossima approvazione della manovra salva-Italia che preveda anche una revisione di quanto deciso, in maniera coatta e senza confronto, attraverso la legge di stabilità. Nello specifico, ciò che alberga nelle aspettative del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili è che si possano rivisitare questioni quali la soppressione dei collegi sindacali a favore del sindaco unico. “In sede di conversione del decreto – afferma Siciliotti - sarebbe opportuno cogliere l'opportunità per sistemare due veri e propri guasti compiuti dalla legge di stabilita, per colpa di blitz normativi notturni che hanno approfittato del grave momento del Paese, con riguardo a collegio sindacale e società di capitali tra professionisti. Materie sulle quali siamo al lavoro per sensibilizzare governo e parlamento”.

Lotta all’evasione – In merito all’altro scottante argomento tanto caro ai commercialisti, ossia l’evasione fiscale, Siciliotti si dichiara d’accordo con le decisioni governative intenzionate a non ricorrere ad un ennesimo condono, ma spinge altresì verso maggiori chiarimenti soprattutto per quel che concerne il ruolo del Fisco difronte al regime opzionale per le partite Iva, rapporto che vedrà un’ingente perdita per le casse erariali, secondo il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. “Siamo perplessi – conclude Siciliotti - da un regime opzionale per partite IVA e società di persone che distoglierà ingenti risorse dell'Agenzia delle entrate dall'attività di vera lotta all'evasione, che dovrebbe essere quella di scovare il sommerso svolgendo attività investigativa, non quella di fare attività' impiegatizia imputando i dati che i contribuenti dichiarano”.

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