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Il passo indietro –“Per me il lavoro a favore della categoria è giusto che finisca qui”. L’ex presidente Claudio Siciliotti, sulla scia forse di una tendenza nazionale, preso atto della necessità di dare una svolta ai vertici del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, ha deciso di accogliere l’invito da più parti avanzatogli annunciando lo scorso venerdì la propria decisione di non concorrere alle prossime competizioni elettorali. La dichiarazione è stata affidata a una missiva indirizzata a tutti i colleghi iscritti all’Ordine. L’annuncio, concordato durante un consesso al quale hanno preso parte tutti i candidati della lista “Vivere la professione”, guidata da Siciliotti-Marcello, non è risultato di certo inaspettato da coloro che orbitavano attorno alle massime cariche del Consiglio nazionale, soprattutto dopo quanto disposto dal Guardasigilli lo scorso 12 dicembre.
Rivendicazioni e auspici -L’annuncio di Siciliotti non è però scevro di rivendicazioni e auspici. Per quanto riguarda le prime, l’ex leader del Consiglio nazionale sostiene di accettare, tuttavia di non comprendere le recenti disposizioni ministeriali né in merito al Commissariamento straordinario né per quel che concerne le nuove elezioni. Secondo Siciliotti, il Guardasigilli avrebbe optato per una scelta “illogica e illegittima, e pertanto inaccettabile”. Il parere del presidente uscente infatti è che il dicastero della Giustizia ha sì confermato l’irregolarità di una lista, tra l’altro decretandone anche la sconfitta elettorale in quanto avrebbe ricevuto meno voti, eppure ha ritenuto di dover azzerare tutto e far ricominciare da capo. Ciononostante Claudio Siciliotti ha ritenuto opportuno non alimentare ulteriori polemiche soprattutto alla luce di un clima ancora affatto disteso. Per quel che concerne gli auspici, l’ex presidente ha esteso l’invito a indietreggiare anche al suo diretto contendente, Gerardo Longobardi. L’ipotesi augurata è quella di poter collaborare insieme ai fini della costituzione di una lista unica, che possa attingere personalità e competenze da entrambe le componenti che si sono presentate lo scorso 15 ottobre, data ormai nefasta per il Consiglio nazionale. L’obiettivo finale sarebbe quello di mettere insieme una squadra nuova che abbia in seno i progetti sostenuti da entrambe le liste e che sia genuina rappresentanza degli Ordini territoriali.
Il lavoro svolto e quello da fare – Ciò detto, e tenuto presente che questo passo indietro era già maturato lo scorso 12 dicembre, il presidente uscente ha sottolineato quanto la squadra di governance abbia fatto in questi primi anni di vita e come tutto il lavoro svolto si presenti come punto di partenza per chi arriverà dopo il 20 febbraio 2013. “Abbiamo fatto congressi ed assemblee nazionali che sono stati grandi eventi mediatici e non semplici passerelle interne, abbiamo incontrato ed intervistato premi Nobel, abbiamo detto la nostra nelle più importanti trasmissioni televisive, abbiamo occupato le pagine dei principali giornali con le nostre proposte ed opinioni, abbiamo razionalizzato e migliorato la struttura interna del Consiglio Nazionale, abbiamo lanciato e portato avanti importanti iniziative umanitarie. Tutto questo non andrà disperso e chi mi seguirà potrà senz’altro migliorare”. Con siffatte, e tante altre, parole l’ex leader dei commercialisti saluta gli iscritti. Tuttavia, tra tante cose fatte è probabile che il presidente uscente si sia dimenticato di citare il grave malcontento che in questi mesi è divenuto sempre più palpabile tra la base della categoria. Pertanto non resta che augurarsi che chi verrà saprà davvero fare meglio, senza paura di osare e lasciando da parte inutili personalismi.