28 dicembre 2012

Cndcec: sindacati chiedono unità

Alle nuove elezioni con una lista unica che sia sintesi delle due correnti finora contrapposte.
Autore: Redazione Fiscal Focus

La lista unica - Dopo l’annunciata deposizione delle armi diffusa a mezzo lettera dall’ex presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nella quale si avanzava tra l’altro il medesimo invito al “passo indietro” anche al candidato presidente della controparte, Gerardo Longobardi, solo una cosa è certa all’interno della categoria: il desiderio di una lista unica che accontenti tutti e dia garanzie agli iscritti. Questa sembra essere infatti la sola soluzione all’impasse che sta vivendo il Consiglio nazionale, commissariato ormai fino all’appuntamento elettorale di febbraio.

I candidati e la “vigilanza” sindacale - Da parte sua, Gerardo Longobardi, candidato presidente nella lista “Insieme per la professione” al fianco di Davide Di Russo, che si è presentato nelle vesti di vicepresidente, ha fatto sapere di non aver ancora preso una decisione e che a questa addiverrà solo dopo averne dettagliatamente discusso col proprio éntourage di candidati e consiglieri. Pertanto la categoria rimane in attesa, anche se contrariamente a quanto è avvenuto durante lo scorso periodo elettorale, questa volta le associazioni sindacali non terranno la lingua a freno, in quanto tutte si sono dette decise a vigilare sulle operazioni di campagna e di voto al fine di tutelare la base.

Il futuro, secondo le sigle sindacali – Il parere dell’Anc, presieduta da Marco Cuchel, in merito al passo indietro per il quale l’ex presidente ha optato, è che si sia trattato di una scelta non più rimandabile, addirittura “doverosa”. Purtroppo però si è rivelata allo stesso tempo non sufficiente. “Constato che, mentre gli avvocati conquistavano il via libera parlamentare alla riforma del loro ordinamento, marcando la differenza con le altre figure, noi dimostravamo debolezza subendo, nelle stesse settimane, l'approvazione della legge sulle professioni non regolamentate. Occorre conferire unitarietà e autorevolezza a un organismo che, invece, l'ha persa”, ha sostenuto Cuchel. È l’unità, quindi, l’ingrediente mancante alla ricetta del Cndcec. Una unità della quale, come dimostra proprio un sondaggio effettuato dall’Anc, la base ha davvero bisogno, tant’è che “la maggioranza vorrebbe uscisse fuori, a questo punto, una lista unitaria caratterizzata da un forte spirito di rinnovamento”. Tirando le somme, secondo il leader dell’Anc, sia “Vivere la professione” che “Insieme per la professione” dovrebbero assumersi l’onere di “creare i presupposti perché si ritrovi, con il buonsenso, un percorso comune. Senza più divisioni”. Di parere non troppo discorde è Eleonora Di Vona, presidente dell’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti e degli esperti contabili. Secondo la sindacalista, infatti, il caos che ormai regna nella categoria è sintomo di un’improcrastinabile necessità di un genuino “gesto di responsabilità”. Originariamente decisi a dimostrare vigile neutralità innanzi alle prossime competizioni elettorali, i membri del consiglio direttivo dell’Unione sono scesi in campo chiedendo che si dia inizio alla “formazione di una lista unitaria, anche perché i tempi stringono: andare al voto per il rinnovo del Cndcec il 20 febbraio, significa che il 20 gennaio bisogna aver presentato le candidature”. E pretende sintesi anche l’Aidc, guidata da Franco Carella. Quest’ultimo infatti non vede altre alternative a una lista che sia comprensiva di quel che di buono possono offrire le due liste finora contrapposte. In merito alla scelta dell’ex presidente, il leader dell’Aidc dichiara che “non avrebbe dovuto fare prima il passo in avanti, avendo affermato, in precedenza, che non avrebbe corso per un altro mandato. Ci sono stati errori nel gruppo di Longobardi, ma vi si può porre rimedio, senza che il candidato debba arretrare”.

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