8 maggio 2013

Cndcec: tre proposte per crescere

Gli ordini chiedono il ritiro di ricorsi e liste, nonché la definizione di soggetti da candidare in maniera condivisa.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’Assemblea e le proposte - I presidenti e i vicepresidenti degli Ordini territoriali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili si sono incontrati nel pomeriggio di ieri a Roma, con l’intento di individuare una strada comune e largamente condivisa che permetta all’intera categoria di venir fuori dall’impasse che l’ha sfibrata per tutto l’ultimo anno. Minata da ben due campagne elettorali che non hanno condotto ad alcun risultato, lacerata da scontri interni che hanno portato alla presentazione di ricorsi nonché al Commissariamento straordinario disposto dal Ministero della Giustizia, la professione dei commercialisti pretende ora una risalita che rispetti il ruolo sociale e professionale degli iscritti, mettendo al bando beghe e interessi mossi esclusivamente dagli interessi di pochi. La definitiva sintesi dell’incontro di ieri si basa su tre semplici aspetti di un’unica proposta: ritiro immediato e senza condizioni dei ricorsi, in primis quello esposto da Claudio Siciliotti; un incontro tra i rappresentanti di lista finalizzato all’individuazione di un possibile percorso comune; e, in definitiva, prendendo le mosse dal documento presentato dagli Ordini del Triveneto, chiedere l’individuazione di soggetti candidabili alla carica di presidente e vicepresidente.

I principali interventi - Tra gli interventi che si sono alternati, animati da viva partecipazione, si sono contraddistinti quelli di Massimo Miani e Francesco Renne, entrambi candidati in liste opposte alle competizioni elettorali che hanno interessato la categoria sia a ottobre che a febbraio. Renne, in sostanza, chiede un coinvolgimento degli ordini, oltreché il definitivo abbandono senza condizioni dei propositi giudiziari di Siciliotti e dei colleghi che, appoggiando l’ex presidente, lo hanno seguito nella presentazione dei ricorsi. Miani, da parte sua, ha proposto un’analisi degli errori commessi sia dalle proprie liste che da lui personalmente, senza tralasciare di evidenziare le responsabilità anche degli altri contendenti alle più alte cariche del Consiglio nazionale. Grandi assenti all’incontro di ieri sono stati invece Gerardo Longobardi e Claudio Siciliotti, malgrado la loro presenza sia emersa dagli interventi dei partecipanti al confronto.

La proposta originaria e quella definitiva – Le proposte di sintesi estrapolate al termine del lungo pomeriggio di ieri sono state elaborate sulla base degli interventi, che non hanno coinvolto solo i candidati e i rappresentanti, ma anche semplici iscritti che hanno ritenuto loro dovere e interesse prendere la parola e far sentire il proprio disagio. In aggiunta a questi sentimenti di riscatto che albergano in maniera evidente nella categoria, è stato preso in considerazione l’originario documento proposto dagli Ordini del Triveneto che in sostanza si formulava in tre punti; coi primi due si chiedeva l’immediato e incondizionato ritiro dei ricorsi e delle liste presentate sia il 15 ottobre che il 20 febbraio. Il terzo punto, invece, così citava: “siano conseguentemente individuati un candidato Presidente ed un candidato Vice-Presidente condivisi, terzi rispetto a quelli finora proposti, ai quali conferire mandato per la formazione di una lista unitaria, in grado di restituire alla categoria governo e dignità”. Questa richiesta è stata, infine, modificata dall’assemblea di ieri nel seguente modo: “l’individuazione di un candidato Presidente e un candidato Vice-Presidente condivisi ai quali conferire mandato per la formazione di una lista unitaria, in grado di restituire alla categoria governo e dignità”. Allo stesso tempo, la proposta del Triveneto che si presentava come un insieme di auspici, è stata quindi modificata e presentata alla stregua di una vera e propria richiesta unitaria a nome di tutti gli Ordini territoriali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Il documento, nel giro dei prossimi quindici giorni, verrà diffuso presso tutti i presidi della categoria che ne confermeranno la sottoscrizione.

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