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La sentenza del CdS - Lo scorso 15 gennaio il Consiglio di Stato ha depositato un’amara sentenza inerente la natura degli immobili finora in possesso della Cassa di previdenza alla quale fanno riferimento i ragionieri. Secondo siffatta pronuncia il patrimonio immobiliare della suddetta Cassa è stato dichiarato ‘pubblico’. Questa definizione si frappone quindi tra gli intenti dell’ente previdenziale, che aveva già avviato il processo di dismissione degli immobili residenziali. In sostanza, Palazzo Spada, con tale recente sentenza, va a creare un ostacolo all’operazione che di fatto la Cassa aveva già avviato.
Il parere Anc - A intervenire sulla sentenza depositata dall’organo consultivo del governo è stata la sigla sindacale guidata da Marco Cuchel, l’Anc. Il parere dell’Associazione Nazionale Commercialisti è chiaramente denso di rammarico e soprattutto di meraviglia, poiché la pronuncia di Palazzo Spada va a colpire un ente previdenziale totalmente alimentato da contributi privati, così come avviene nel caso di tutte le altre casse di previdenza alle quali fanno riferimento i professionisti. La Cassa dei ragionieri non è beneficiaria di nessun finanziamento di carattere statale ed è pertanto gestita in maniera completamente autonoma. “In caso di riconoscimento della natura pubblicistica dell’Ente, la collettività dovrebbe farsi carico delle pensioni degli iscritti allo stesso”, sottolinea quindi l’Anc.
L’andamento contraddittorio – In aggiunta a simili questioni che riguardano il carattere privato dell’ente, l’Associazione Nazionale Commercialisti si è altresì soffermata su quello che ritiene essere un andamento contraddittorio della pronuncia giurisprudenziale. Si noti infatti che solo due mesi fa una sentenza del Tribunale civile di Roma aveva riconosciuto la non applicabilità della normativa per gli Enti pubblici agli immobili oggetto di dismissione, che tra l’altro erano conferiti a un apposito Fondo. “Amarezza, esprime poi il Presidente di ANC Marco Cuchel, nel constatare che, come sembra, l’inquilino ricorrente presso il Consiglio di Stato sia un collega iscritto alla Cassa e pertanto uno dei principali interessati affinché il futuro previdenziale suo e dei colleghi sia assicurato e tutelato nel miglior modo possibile”, conclude la nota dell’associazione di categoria.