Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
I cocci li pagano i ragionieri - Nulla è cambiato ancora da quando la Cassa di previdenza dei ragionieri non ha approvato la riforma. L’ente di previdenza non ha rispettato le scadenze imposte dal ministro Fornero, stabilite al 30 settembre, ciononostante il presidente dell’istituto previdenziale è ancora al suo posto e in settimana provvederà a ripresentare il testo della riforma. La morale di questa intricata vicenda è che a farne le spese saranno, è molto probabile, gli iscritti.
La riforma bocciata - A ben vedere, era stato disposto che entro il 30 settembre scorso ciascun ente di previdenza privato avrebbe dovuto intavolare un progetto di riforma per mantenere in equilibrio le spese in entrata e quelle in uscita per un periodo di cinquant’anni. Per le casse che non sarebbero state in grado di raggiungere un siffatto traguardo sarebbe stato imposto il passaggio al sistema contributivo puro, vale a dire che il calcolo della pensione sarebbe stato effettuato alla luce dei contributi versati. Come abbiamo visto, nelle scorse settimane i delegati della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri hanno bocciato la riforma presentata dal team di Saltarelli, pertanto la Cassa è venuta meno all’impegno con il governo. «La riforma è saltata semplicemente perché un gruppo minoritario di delegati – ha spiegato il presidente dell’istituto di previdenza - ha deciso di far mancare in aula il numero legale per poter presentare al ministro Elsa Fornero un piano di riforma che rispondesse alle esigenze che ci erano state indicate. Purtroppo sono bastate poche persone a fermare il processo di riforma della nostra Cassa. Si tratta di un gesto di gravità inaudita. E' ovvio che tutte le riforme creano qualche mal di pancia. Ma temo che un importante influsso sia arrivato dalle imminenti elezioni del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. La sensazione è che, più che pro o contro la riforma, certe valutazioni siano state fatte a seconda di chi era schierato con chi». Paolo Saltarelli ha quindi specificato che ai delegati verrà presentato nuovamente il testo della riforma, con l’auspicio della prevalsa di buonsenso. Anche perché, bisogna tener presente che nonostante il primo fallimento e il venir meno agli accordi con l’esecutivo, alla cassa finora nulla è mutato.
I punti del testo – La riforma che non è stata approvata conteneva dei punti interessanti che avrebbero permesso alla Cassa di previdenza dei ragionieri di raggiungere l’equilibrio e la stabilità a cinquant’anni. In sostanza, i delegati hanno detto no a misure conformi ai criteri di equità richiesti dal governo, che nel caso specifico avrebbero altresì potenziato la tutela di particolari condizioni di necessità manifestate dagli iscritti per sé e per la propria famiglia. Questo è quanto ha illustrato il presidente dell’istituto. «Abbiamo pensato all'equilibrio del fondo, senza trascurare l'equità e gli interventi di welfare avanzato nei confronti di giovani e famiglie – ha spiegato Saltarelli - Infatti è stato ipotizzato un aumento graduale dell'aliquota minima contributiva che sale al 10% nel 2013 (aliquota massima 20%) e poi cresce di un punto percentuale l’anno, fino ad attestarsi al 15% nel 2018 (aliquota massima 25%). Nelle proiezioni consideriamo anche il fondo per l'assistenza, pari a 65,2 milioni di euro. Inoltre,l'idea è quella di ridurre l'importo del contributo integrativo minimo, per portarlo allo stesso livello dei commercialisti».
Prospettive per il futuro – Alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi, è indubbio che la situazione dell’ente previdenziale dei ragionieri sia abbastanza incerto, anche se non mancano le speranze nelle quali lo stesso presidente confida. Il contributivo puro è già stato adottato, ma ciò non vuol dire che si possa essere al riparo da possibili disposizioni governative. In definitiva, ad oggi la Cassa non ha presentato alcuna riforma. «Abbiamo già informato i ministeri vigilanti – ha proseguito il leader dell’istituto di previdenza - per valutare quali saranno le conseguenze della mancata approvazione della riforma entro il termine perentorio che aveva indicato il ministro del Lavoro. La riforma andava nelle direttrici che erano state richieste, per individuare un equilibrio di lungo periodo». Intanto si parte dalla trasparenza, nel senso che per sensibilizzare e avvicinare la base, la squadra guidata da Saltarelli ha deciso di allestire nel «sito www.cassaragionieri.it un'area pubblica nella quale sono indicati i compensi di consiglieri, sindaci, delegati e dirigenti dell'Istituto previdenziale i costi dei comitali e le regole per l'attribuzione dei gettoni e dei rimborsi spese». Questo potrebbe essere il punto del nuovo inizio.