Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
La mamma che lavora - Il 13 maggio tutta la Penisola, da nord a sud, ha festeggiato la festa della mamma, probabilmente la festa più cara ai bambini dopo il Natale. Ma c’è un’altra data che in Italia celebra l’amata figura genitoriale. Si tratta della “Festa della mamma che lavora”, che è stata posta in maniera convenzionale al 25 maggio.
La cassa nazionale di previdenza dei ragionieri - La categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili può ben vantare una cospicua presenza femminile tra le proprie file, non solo come figure professionali, ma anche nelle vesti di dipendenti degli organi amministrativi. Pertanto una data come quella prescelta per festeggiare la donna che è madre e lavoratrice non lascia indifferenti gli organismi interni alla professione. Tant’è che la Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, ossia uno dei due enti previdenziali della categoria, ha annunciato la propria partecipazione all’evento. “La Cassa aderirà anche quest’anno alla ‘Festa della mamma che lavora’”, ha fatto sapere Lucia Riello, consigliere di amministrazione della Cassa.
Conciliazione dei tempi famiglia/lavoro per le dipendenti della Cassa -Partecipare a questa festa non dev’essere solo un fatto meramente simbolico, ma è necessario che le dichiarazioni dell’istituto previdenziale siano fatte seguire da azioni d’impatto forte per le donne lavoratrici e mamme. L’azione promossa dalla Cassa riguarda, nello specifico, le dipendenti dell’ente. “L’attività a favore dei dipendenti prevista per la ricorrenza è quest’anno mirata alla conciliazione lavoro/famiglia per i dipendenti con figli minori per il periodo estivo post scolastico – ha precisato Lucia Riello - Per far questo, visto che i figli dei dipendenti ricadenti in questa fascia di età sono circa 50, si è proposto al CRAL aziendale di concludere delle convenzioni con alcuni centri estivi che si trovano nelle vicinanze della Cassa e di erogare una quota di 50 euro per ogni figlio dei dipendenti, per una somma complessiva massima di 2.500 euro, affinché il CRAL eroghi questa somma ai dipendenti Cassa, che proveranno di aver iscritto il proprio figlio ai centri estivi convenzionati e non. Il contributo verrà erogato in base alle richieste”.
L’iniziativa - “Il bilancio dell'iniziativa anno dopo anno è sempre più positivo – ha spiegato il consigliere Lucia Riello - e rispecchia la volontà delle tante donne che lavorano nel fondo di far dialogare due mondi: quello della famiglia e quello del lavoro, due aspetti fondamentali della vita che possono e devono avere tanti momenti di incontro”. A ciò si aggiunge che l’evento, ideato in maniera congiunta da Il Sole 24 Ore e dal Corriere della Sera, ha anche ottenuto il patrocinio del Ministero delle Pari Opportunità ed è finalizzato a sostenere politiche che permettano di trovare una soluzione affinché possano conciliarsi gli impegni familiari con gli oneri lavorativi.