Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Il punto del presidente - “La prossima votazione è prevista entro i primi 10 giorni di novembre nella speranza che prevalga il buon senso spiega Paolo Saltarelli, presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri Ma credo che l'ultima assemblea sia stata condizionata dalle imminenti elezioni del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Ho la sensazione che, più che pro o contro la riforma, certe valutazioni siano state fatte a seconda di chi era schierato con chi. Per andare comunque incontro ai nostri delegati il testo potrebbe subire piccole modifiche senza però stravolgere il piano precedente, mettendo magari in discussione la riduzione della adeguamento all'inflazione. Io sono ottimista per definizione, ma non mi sento di nascondere che il commissariamento possa essere dietro l'angolo. Motivo per cui l'assemblea di novembre è così importante. Siamo infatti ancora in tempo per negoziare. E se mai dovesse arrivare il commissario, il rischio è di trovarci di fronte ad una riforma che ci piacerà ancora meno. Tra subire e scegliere, io preferisco scegliere, anche con il mal di pancia”, con queste parole ha esordito il presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, Paolo Saltarelli, che ha fatto il punto sulla situazione attuale dopo la défaillance della quale si è reso protagonista l’istituto da lui guidato. Si ricorda infatti che i delegati, in un’assemblea a ridosso dello scadere del 30 settembre, non avevano permesso il raggiungimento del numero legale per l’approvazione della riforma richiesta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Le richieste del welfare – Intanto diverse sono le voci, all’interno della Cassa, secondo le quali l’alternativa alla riforma mancata sarebbe il commissariamento dell’ente. La questione centrale è che il presidente dell’istituto, pur riconoscendo nelle richieste del Ministero guidato dalla Fornero non poche debolezze, non esclude che le misure pretese dall’esecutivo siano giuste e necessarie. I punti contestabili, ad esempio, riguardano il lasso di tempo per il conseguimento della sostenibilità, posto a cinquant’anni; il parere è che così facendo non si prendano in seria considerazione i rendimenti del patrimonio. Ma vi sono comunque degli aspetti encomiabili, quali l’opportunità improcrastinabile di rinnovare il sistema previdenziale. “Obbligare il nostro sistema ad avere una certa stabilità va a favore dei giovani – ha spiegato Saltarelli – decisione sulla quale non posso che essere d’accordo”.
Due casse per una categoria – Altro tema scottante che va a inserirsi a quelli per nulla lievi della riforma, è il fatto che la categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili sia l’unica ad avere due istituti di previdenza ai quali far riferimento. Il problema fondamentale della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri è l’accesso demografico. Il parere espresso dal presidente è che, più che accorpare l’istituto da lui guidato alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti, risulti necessario distinguere il bacino al quale rivolgersi. L’idea di Saltarelli sarebbe quella che l’ente dei dottori commercialisti si occupi della previdenza relativa a quella componente della categoria, lasciando alla cassa dei ragionieri l’incarico di occuparsi della previdenza degli esperti contabili. Intanto però la questione della riforma non è ancora risolta e tutto il resto finirebbe con l’offuscare ulteriormente la situazione. La palla, pertanto, è rispedita alle prime settimane di novembre.