19 gennaio 2012

Collaborazione e ascolto: la ricetta di Siciliotti

Il presidente del CNDCEC esprime il proprio auspicio nei confronti della difficile situazione economica e politica del nostro Paese.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il video forum - Si è svolto ieri mattina il video forum sul tema 'Fisco, lavoro e previdenza. Tutte le novità. Tutte le risposte', organizzato, tra gli altri, dal centro studi Ipsoa. All’evento, oltre che gli esperti tecnici che hanno relazionato sulle diverse tematiche affrontate, ha preso parte anche il leader dei commercialisti italiani, Claudio Siciliotti, il quale ha espresso in maniera chiara il proprio parere in merito all’assetto politico e al modus operandi intrapreso dagli ultimi Governi al fine di contenere la crisi in atto ormai da mesi. Reduce dall’incontro tenutosi lunedì con il ministro Severino, evento al quale ha partecipato anche il collega presidente dei consulenti del lavoro, nonché del Cup, Marina Calderone, il primo rappresentante dei commercialisti e degli esperti contabili del nostro Paese ha affermato che lo stato nel quale vessa l’Italia è quello incerto di una Paese in continua fase di manovra correttiva.

Le manovre correttive - Pur avendo dimostrato viva soddisfazione in merito ai risultati ai quali è giunto l’incontro tra i venti Ordini professionali e il Guardasigilli, il presidente del CNDCEC non può omettere di porre una riflessione inerente alla condizione politica ed economica attraversata dall’Italia. Il parere del leader commercialisti è che la gravità della situazione si esprima nel sintomatico quanto singolare fenomeno di una compresenza nello stesso lasso di tempo di quasi cinque manovre correttive, assetto questo che potrebbe far ben pensare a un’ulteriore imminente provvedimento. “Stiamo commentando 4 o 5 manovre, e questo la dice lunga sulla gravità del momento – ha affermato Claudio Siciliotti - Abbiamo vissuto sotto manovra costante con l'unica certezza che ce ne sarebbe stata un'altra, ed è una certezza che ci portiamo ancora avanti”.

Il ruolo dei commercialisti – Nel nuovo assetto economico prospettato da tutte queste disposizioni emanate sia dal precedente Esecutivo che da quello attuale, quale ruolo assume la figura del commercialista? Siciliotti ha tentato di dare una risposta anche a un quesito di siffatta natura nel corso del suo intervento al video forum. Secondo il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, mai quanto in questo momento l’immagine dei professionisti è quella di soggetti la cui utilità per il Paese si traduce in competenza tecnica e intellettuale. Pertanto, il leader dei commercialisti italiani è convinto che sia necessario, da parte del Governo, attivare una rete di ascolto e coinvolgimento al fine di tener presente quanto i professionisti, e nello specifico i commercialisti, hanno da dire in merito alle questioni che li riguardano più da vicino. Il fatto è che i professionisti che pretendono ascolto non sono, in genere, soggetti che intendono avanzare critiche lontane dei presupposti di costruzione, ma al contrario si tratta di interventi all’insegna di un comune e condiviso desiderio di crescita seguendo strategie più adeguate alle esigenze delle diverse categorie. “Il governo – è quanto spiega Siciliotti - ha esordito con il decreto 'Salva Italia', poi ha annunciato il 'Cresci Italia', e forse non basterà neanche questo. Rendiamoci conto che queste manovre hanno già comportato un’elevazione della tassazione forte che, con le manovre a regime, potrebbe salire al 47%”.

Gli auspici del CNDCEC – Inoltre, considerando anche l’apertura dimostrata dal Governo tecnico nella persona del ministro Severino, quel che Siciliotti auspica è una crescita lungo sentieri soddisfacenti per tutti i soggetti coinvolti: professionisti, utenti ed Esecutivo. Per tale ragione, l’obiettivo da perseguire non può che essere il raggiungimento di una certa equità circa i sacrifici richiesti. Il rigore annunciato dalle manovra, soprattutto quello previsto dal decreto ‘salva Italia’, ha necessità d’essere vagliato con più attenzione al fine di adeguarlo alle richieste e alle esigenze di tutte le parti coinvolte. “Non serve solo la tassazione, ma anche i tagli alla spesa della macchina statale, a partire dai costi della politica – conclude il leader dei commercialisti - E i professionisti devono far sentire la loro voce, creando un rapporto con l'Agenzia delle Entrate che sia di collaborazione, ma non di collaborazionismo. Le manovre non devono incutere timore, ma fiducia: con la fiducia salveremo e ricostruiremo il Paese”.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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