8 ottobre 2013

Commercialisti contro il credit crunch

Il sondaggio Ifac rileva le principali problematiche di commercialisti e PMI assistite: molta burocrazia e difficile accesso al credito.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il sondaggio e i problemi - Sono stati recentemente pubblicati i risultati del sondaggio internazionale semestrale promosso dal Comitato per i piccoli e medi studi professionali dell’Ifac (l’organizzazione mondiale della professione economico-contabile). L’indagine, ideata al fine di analizzare le principali difficoltà incontrate dai piccoli e medi studi e dalle le PMI loro clienti, ha sottolineato come le preoccupazioni legate a tali problematiche siano in aumento. Secondo il sondaggio, infatti, le più grosse difficoltà che i professionisti e i piccoli e medi imprenditori dovranno affrontare sono gli adempimenti normativi e l’incertezza economica, oltre all’aumento dei costi, alle nuove tecnologie e alla concorrenza.

Il caso dei commercialisti –
Il suddetto sondaggio si è svolto nei primi sei mesi del 2013 e ha coinvolto molti commercialisti italiani, per una quota corrispondente al 12% dei 3700 partecipanti. Nel 78% dei casi si tratta di singoli professionisti o studi con meno di 5 soci/collaboratori professionisti. Nello specifico, per quel che concerne i commercialisti, vediamo che le difficoltà dipendono, in primis, dal doversi costantemente aggiornare su normative e regolamenti (28%) e dalla necessità di ridurre le tariffe per affrontare la concorrenza (25%).

I problemi delle PMI – Come abbiamo visto, il sondaggio ha riguardato altresì le problematiche incontrate dalle piccole e medie imprese assistite dai professionisti che hanno risposto ai questionari. Nello specifico del caso italiano, la graduatoria delle problematiche riconosciute dai professionisti per le PMI del nostro Paese mette al primo posto, per un 36% di risposte, le difficoltà nell’accesso al credito (36%), poi l’incertezza economica (21%) e la bassa domanda del mercato (20%). Sul piano globale, poi, “i servizi di contabilità e di redazione dei bilanci e gli altri servizi connessi hanno rappresentato per i piccoli e medi studi la più importante fonte di guadagno, e continuano a costituire la voce con maggiore crescita, con un divario significativo rispetto ai servizi di revisione e assurance. A livello italiano, invece, la consulenza e la fiscalità sono considerate le fonti di reddito cresciute più rapidamente”.

Sostenibilità e IAASB – Le novità presenti in questa edizione del sondaggio riguardano due domande rispettivamente concernenti la sostenibilità e la futura strategia dell’International Auditing and Assurance Standards Board (IAASB). In merito alla sostenibilità, “quasi la metà dei partecipanti ha risposto che il proprio studio offre attualmente servizi relativi alla sostenibilità, per lo più sotto forma di consulenza, mentre circa il 25% ha dichiarato di avere intenzione di offrire servizi in quest’ambito nel prossimo futuro. In Italia, solo il 6% offre questo tipo di servizi e il 33% progetta di farlo. Rimane quindi un 61% che non considera interessante la prospettiva di dedicarsi a quest’area di attività”. Poi, sul fronte dell’International Auditing and Assurance Standards Board, secondo i partecipanti, “andrebbe data priorità all’elaborazione (o aggiornamento) dei principi di revisione contabile anche se una buona parte, soprattutto tra gli italiani, ritiene che dovrebbe dedicarsi di più a favorire l’adozione e l’efficace implementazione dei principi già pubblicati”.

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