26 maggio 2026

Commercialisti, crescita e divari territoriali: la nuova mappa della professione

Una ricerca della Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti fotografa l’evoluzione dei redditi professionali tra crescita, convergenza territoriale e persistenti differenze strutturali

Autore: Redazione Fiscal Focus

La professione del commercialista conferma una traiettoria di crescita significativa ma continua a mostrare differenze territoriali rilevanti. È quanto emerge dalla ricerca della Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti,” I redditi dei Commercialisti. Un’analisi territoriale tra convergenza, cluster analysis e modellazione econometrica”, che analizza l’evoluzione dei redditi professionali nel periodo 2007-2023. 

Una professione in espansione

Nel periodo considerato, il reddito complessivo dichiarato dalla categoria è aumentato del 68,6%, a fronte di una crescita del Pil nominale pari al 32,2%. Anche il numero degli iscritti è cresciuto in modo marcato, con un incremento del 26,9%, mentre la popolazione italiana è rimasta sostanzialmente stabile. Il reddito medio dei commercialisti ha quindi registrato una crescita del 34,8%, superiore a quella del Pil pro capite, pari al 30,7%. 

Questi dati confermano il ruolo centrale della professione nel sistema economico nazionale e la sua capacità di intercettare, accompagnare e sostenere l’evoluzione del tessuto produttivo.

Divari territoriali ancora significativi

La crescita non ha eliminato le differenze tra le aree del Paese. Nel 2023, il divario reddituale tra Sud e Nord si attesta al 57,4%, in riduzione rispetto al 62,3% del 2007. La convergenza è dunque in atto, ma procede con gradualità e non supera ancora ostacoli economici strutturali.

L’analisi provinciale rende ancora più evidente l’ampiezza del fenomeno: nel 2023 il reddito medio più elevato si registra nella provincia di Bolzano, con 164.288 euro, mentre quello più basso è rilevato a Reggio Calabria, con 33.698 euro. Il dato mostra quanto il contesto economico locale continui a incidere sulla capacità reddituale dei professionisti.

Il peso del contesto economico locale

Uno degli elementi più innovativi della ricerca è l’utilizzo di modelli econometrici per misurare la relazione tra redditi professionali e caratteristiche del territorio.

Tra le variabili più rilevanti emergono la densità della clientela, misurata attraverso il rapporto tra addetti delle imprese e commercialisti attivi, la complessità del tessuto economico locale e il valore aggiunto pro capite.

Secondo il modello, un aumento del 10% della densità della clientela si associa, in media, a un reddito professionale più alto del 3,3%. Un incremento di una unità dell’indicatore di complessità economica corrisponde invece a un aumento medio del reddito del 5,7%, mentre un valore aggiunto pro capite superiore del 10% comporta un incremento del reddito professionale di circa il 6%.

Gender pay gap e divario generazionale

La ricerca introduce anche una lettura più articolata dei divari interni alla categoria, soffermandosi sul gender pay gap e sul divario generazionale. I dati mostrano che le differenze di genere e di età tendono a essere più accentuate proprio nei territori economicamente più dinamici, dove i redditi medi sono più elevati e il mercato professionale appare più competitivo.

Questo aspetto evidenzia una sfida ulteriore per la categoria: accompagnare la crescita complessiva della professione con politiche e strumenti capaci di favorire maggiore equilibrio, inclusione e ricambio generazionale.

Oltre la dicotomia Nord-Sud

Di particolare rilievo è la cluster analysis, che supera la tradizionale contrapposizione Nord-Sud e individua quattro gruppi territoriali: “Territori dinamici in recupero”, “Poli consolidati ad alto reddito”, “Aree strutturali deboli” e “Aree intermedie stabili”.

Questa classificazione offre una chiave di lettura più aderente alla realtà economica del Paese e può rappresentare uno strumento utile per orientare politiche di sviluppo professionale più mirate.

Le prospettive per la professione

Il messaggio che emerge è chiaro: la professione è cresciuta ma la crescita futura dovrà essere sostenibile, qualificata e coerente con le trasformazioni dei territori. Formazione, innovazione, organizzazione degli studi e capacità di accompagnare lo sviluppo delle imprese locali diventano leve decisive, soprattutto nelle aree più fragili.

Per i professionisti e per gli Ordini territoriali, la ricerca rappresenta quindi non solo una fotografia dell’esistente ma anche una base informativa per programmare interventi, rafforzare il ruolo del commercialista nei sistemi economici locali e contribuire alla riduzione dei divari che ancora caratterizzano il Paese.

 © FISCAL FOCUS Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy