24 marzo 2014

Commercialisti domani

Riceviamo e pubblichiamo

"Commercialisti domani", il convegno del 21 marzo del S.I.C. è stato un appuntamento di innovazione culturale, professionale e sociale incorniciato dalla storica atmosfera del Teatro Pavone, nel cuore della città di Perugia.
Grande soddisfazione dunque per il Presidente del Sindacato Stefano Sfrappa, del sindaco di Perugia Wladimiro Boccali e di tutti i 150 partecipanti che hanno potuto assistere ad un evento formativo unico nel suo genere. Gli Interventi sono stati mirati alla rivalutazione della figura del commercialista e del suo ruolo sociale come figura inter partes tra le istituzioni e i cittadini.

I relatori Alessandro Lini, Paolo Galardini, Marco Cuchel, Renzo Guffanti, Patrizia Bonaca, Domenico Posca, uniti nel dare spunti coraggiosi per una ripresa della categoria e dell 'importante ruolo sociale che riveste nel paese.

Il dott. Lini ha sottolineato l'urgenza della riforma della norma ordinamentale che dopo 15 anni dall'introduzione deve essere revisionata conferendo un impronta di maggior democrazia per quanto riguarda il voto per il Consiglio Nazionale e l'approvazione del bilancio. In tal senso si auspica che si insedi prima possibile il nuovo Consiglio Nazionale per poterla portare a compimento. Sfrappa ritiene che non serva alla categoria posticipare le elezioni ed i sindacati dovrebbero spingere il Ministero in questa direzione. Il Presidente della cassa dottori ha inoltre stigmatizzato l'importanza dei risultati raggiunti dopo la privatizzazione, risultati che tuttavia suscitano sistematicamente qualche appetito in ordine al quale bisogna vigilare attentamente. Il recente accordo con la cassa ragionieri per quanto riguarda il versamento a quest’ultima dei contributi degli esperti contabili sancisce inoltre l’inizio di sinergie tra le due casse in un ottica di condivisione di obiettivi previdenziali comuni.

Ma si è anche parlato di burocrazia che soffoca il sistema produttivo ed intasa gli studi di adempimenti spesso inutili. Tali adempimenti sono fumo negli occhi per dimostrare che si sta facendo qualcosa contro l'evasione o per spaventare ma il vero problema italiano sono gli sprechi (si è fatto l'esempio delle 18 authority, delle 15 regioni sotto inchiesta e delle società' partecipate dagli enti locali ), che generano spesa pubblica improduttiva, o impropria o talvolta addirittura dannosa per il sistema economico innalzando la pressione fiscale. Allora che fare ? Innanzitutto, la nostra Categoria essendo compenetrata nell'economia ha titolo a denunciare storture, soprusi, adempimenti inutili e tutto quello che nuoce alle imprese ed alla propria attività' professionale. Ivi incluso la sistematica violazione delle norme dello statuto del contribuente. Deve farlo in ogni modo, anche utilizzando il diritto allo sciopero il cui codice di autoregolamentazione riferisce il dott. Cuchel, sta per essere approvato dall'autorità' di vigilanza.

Al termine della riunione, il dibattito tra i Colleghi intervenuti da tutta Italia ha evidenziato la necessità' assoluta di convergere le forze sindacali per parlare forte con una voce sola in quanto sarebbe più' credibile tutta la categoria.
Si è parlato di qualità della vita, unione sindacale, condivisione,counseling, visione strategica e fiducia ...insomma tanti spunti per una categoria che non vuole arrendersi e vuole anzi fare da elemento propulsivo per la ripresa economica.

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