8 maggio 2014

Commercialisti e giustizia. Ampliare cooperazione

17.05 ad Aversa Congresso Nazionale UNICO "Commercialisti e Giustizia"
Autore: Redazione Fiscal Focus

La richiesta e il contributo dei commercialisti - La gestione e la definizione stragiudiziale delle controversie potrebbero essere affidate anche ai dottori commercialisti, è questo ciò che chiede il sindacato UNICO presieduto da Domenico Posca, che il prossimo 17 maggio incontrerà ad Aversa, in occasione del Congresso Nazionale "Commercialisti e Giustizia", sia il viceministro Enrico Morando che il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Il leader dell’associazione di categoria, annunciando l’incontro della prossima settimana, ha chiarito che i dottori commercialisti possono “dare il loro contributo per la gestione dell'emergenza giustizia. Chiediamo al Guardasigilli Andrea Orlando di allargare alla nostra professione il novero di soggetti cui delegare la gestione e la definizione stragiudiziale delle controversie in corso e, quanto meno, di prevedere la partecipazione di un commercialista, quale consulente tecnico, in ausilio al soggetto cui sarà delegata la decisione per la definizione abbreviata dei procedimenti che hanno ad oggetto questioni economiche - societario, fallimentare, esecuzioni, bancario, assicurativo – e del contenzioso tributario".

Snellire l’arretrato nella giustizia civile –
Se uno degli obiettivi preliminare dell’annunciato intervento sulla giustizia civile riguarda lo smaltimento di arretrati, quale migliore occasione per estendere la platea dei soggetti ai quali conferire incarichi volti allo snellimento delle procedure? Il quesito è abbastanza semplice e allo stesso, in attesa del Congresso del 17 maggio, Posca tenta di dare una risposta, illustrando le conseguenze positive che potrebbero derivare dall’affidamento della gestione e della definizione stragiudiziale delle controversie anche ai commercialisti. "Lo smaltimento dell’arretrato nella giustizia civile è la priorità del ministro Orlando, che ha annunciato un decreto in arrivo che ‘mira a favorire il ricorso alla via stragiudiziale per la soluzione delle controversie’, attraverso ‘procedure arbitrali e la negoziazione assistita da un avvocato, mutuata dall'esperienza francese, per un accordo conciliativo che eviti il giudizio’. Negli ultimi anni, soprattutto in relazione alle attività c.d. ‘ausiliarie’, si è registrato, infatti,un costante spostamento di funzioni dallo Stato ai professionisti iscritti all’albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Si pensi alle funzioni di intermediazione telematica nei rapporti con il fisco: grazie alla collaborazione fattiva dei commercialisti i database dell’Agenzia delle Entrate sono aggiornati in tempo reale".

Tutti i numeri del sistema – Già ora comunque i commercialisti operano all’interno dell’apparato giudiziario italiano svolgendo funzioni ausiliarie di rilevante importanza. Il sindacato UNICO prende a riferimento i dati diffusi sia dai Ministeri dell’Economia e della Giustizia che dal Dirstat per sottolineare il fattivo apporto che la categoria ha dato e potrebbe dare nell’ambito della giustizia italiana. Hanno infatti svolto o continuano a svolgere incarichi di Tribunale ben 25.840 commercialisti, incarichi di consulente tecnico del giudice 23.800 commercialisti, incarichi di delegato alle vendite esecutive immobiliari 9.400 commercialisti; mentre si occupano di contenzioso tributario 41.250 iscritti all’Albo dei commercialisti e altri 12.000 sono mediatori. Questo per quel che concerne il contributo dei commercialisti. D’altro canto, per quel che riguarda la farraginosa macchina della giustizia, vediamo che al 30 giugno dello scorso anno vi erano 5.992.673 procedimenti pendenti civili e 3.456.240 procedimenti pendenti penali; laddove al 31 dicembre sempre dello scorso anno i ricorsi pendenti in commissione tributaria provinciale erano 556.040, i ricorsi pendenti in commissione tributaria regionale 127.934, con un numero complessivo di giudizi pari a settecentomila per un controvalore di 40 miliardi di euro. A ciò si aggiunge il fatto che ogni giorno arrivano mediamente più di 500 nuovi. Insomma, il sistema è davvero ingarbugliato e appare chiaro quanto bene farebbe dare maggiori incarichi ai commercialisti. Sul punto, Posca conclude affermando che “i commercialisti da sempre danno il loro contributo tecnico al funzionamento della giustizia. Consulenti tecnici del giudice o di parte nelle cause civili, curatori fallimentari e commissari giudiziali nelle procedure concorsuali, amministratori giudiziari di beni e aziende in sede civile e penale. Negli ultimi anni si sono poi aggiunte le funzioni di delegato alla vendita nelle procedure esecutive immobiliari e di mediatore. Componenti delle commissioni tributarie e difensori dei contribuenti nei contenziosi fiscali".

La richiesta e il contributo dei commercialisti - La gestione e la definizione stragiudiziale delle controversie potrebbero essere affidate anche ai dottori commercialisti, è questo ciò che chiede il sindacato UNICO presieduto da Domenico Posca, che il prossimo 17 maggio incontrerà ad Aversa, in occasione del Congresso Nazionale "Commercialisti e Giustizia", sia il viceministro Enrico Morando che il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Il leader dell’associazione di categoria, annunciando l’incontro della prossima settimana, ha chiarito che i dottori commercialisti possono “dare il loro contributo per la gestione dell'emergenza giustizia. Chiediamo al Guardasigilli Andrea Orlando di allargare alla nostra professione il novero di soggetti cui delegare la gestione e la definizione stragiudiziale delle controversie in corso e, quanto meno, di prevedere la partecipazione di un commercialista, quale consulente tecnico, in ausilio al soggetto cui sarà delegata la decisione per la definizione abbreviata dei procedimenti che hanno ad oggetto questioni economiche - societario, fallimentare, esecuzioni, bancario, assicurativo – e del contenzioso tributario".

Snellire l’arretrato nella giustizia civile –
Se uno degli obiettivi preliminare dell’annunciato intervento sulla giustizia civile riguarda lo smaltimento di arretrati, quale migliore occasione per estendere la platea dei soggetti ai quali conferire incarichi volti allo snellimento delle procedure? Il quesito è abbastanza semplice e allo stesso, in attesa del Congresso del 17 maggio, Posca tenta di dare una risposta, illustrando le conseguenze positive che potrebbero derivare dall’affidamento della gestione e della definizione stragiudiziale delle controversie anche ai commercialisti. "Lo smaltimento dell’arretrato nella giustizia civile è la priorità del ministro Orlando, che ha annunciato un decreto in arrivo che ‘mira a favorire il ricorso alla via stragiudiziale per la soluzione delle controversie’, attraverso ‘procedure arbitrali e la negoziazione assistita da un avvocato, mutuata dall'esperienza francese, per un accordo conciliativo che eviti il giudizio’. Negli ultimi anni, soprattutto in relazione alle attività c.d. ‘ausiliarie’, si è registrato, infatti,un costante spostamento di funzioni dallo Stato ai professionisti iscritti all’albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Si pensi alle funzioni di intermediazione telematica nei rapporti con il fisco: grazie alla collaborazione fattiva dei commercialisti i database dell’Agenzia delle Entrate sono aggiornati in tempo reale".

Tutti i numeri del sistema – Già ora comunque i commercialisti operano all’interno dell’apparato giudiziario italiano svolgendo funzioni ausiliarie di rilevante importanza. Il sindacato UNICO prende a riferimento i dati diffusi sia dai Ministeri dell’Economia e della Giustizia che dal Dirstat per sottolineare il fattivo apporto che la categoria ha dato e potrebbe dare nell’ambito della giustizia italiana. Hanno infatti svolto o continuano a svolgere incarichi di Tribunale ben 25.840 commercialisti, incarichi di consulente tecnico del giudice 23.800 commercialisti, incarichi di delegato alle vendite esecutive immobiliari 9.400 commercialisti; mentre si occupano di contenzioso tributario 41.250 iscritti all’Albo dei commercialisti e altri 12.000 sono mediatori. Questo per quel che concerne il contributo dei commercialisti. D’altro canto, per quel che riguarda la farraginosa macchina della giustizia, vediamo che al 30 giugno dello scorso anno vi erano 5.992.673 procedimenti pendenti civili e 3.456.240 procedimenti pendenti penali; laddove al 31 dicembre sempre dello scorso anno i ricorsi pendenti in commissione tributaria provinciale erano 556.040, i ricorsi pendenti in commissione tributaria regionale 127.934, con un numero complessivo di giudizi pari a settecentomila per un controvalore di 40 miliardi di euro. A ciò si aggiunge il fatto che ogni giorno arrivano mediamente più di 500 nuovi. Insomma, il sistema è davvero ingarbugliato e appare chiaro quanto bene farebbe dare maggiori incarichi ai commercialisti. Sul punto, Posca conclude affermando che “i commercialisti da sempre danno il loro contributo tecnico al funzionamento della giustizia. Consulenti tecnici del giudice o di parte nelle cause civili, curatori fallimentari e commissari giudiziali nelle procedure concorsuali, amministratori giudiziari di beni e aziende in sede civile e penale. Negli ultimi anni si sono poi aggiunte le funzioni di delegato alla vendita nelle procedure esecutive immobiliari e di mediatore. Componenti delle commissioni tributarie e difensori dei contribuenti nei contenziosi fiscali".

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