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Quale professionisti qualificati anche il Sindacato italiano Commercialisti plaude all’iniziativa dell’autoregolamentazione del diritto allo sciopero promossa dal Coordinamento delle associazioni di Categoria.
Finalmente un passo nella giusta direzione, volto a protestare in maniera regolamentata ed unitaria in quanto la proclamazione dello sciopero andrà effettuata dalle sigle sindacali più rappresentative come avviene da sempre in altri ambiti sociali. In tal senso, presumo sia il Coordinamento legittimato a farlo ed auspichiamo di farne parte per rafforzare l’unità sindacale della Categoria che tra l’altro abbiamo sempre auspicato. Siamo certamente in ritardo nel promuovere azioni di protesta (in pochi mesi è successo di tutto!) e tale strumento potrebbe rappresentare per il futuro anche uno stimolo per chi amministra la cosa pubblica. A fare di più, a fare meglio e a non rinviare i problemi per meri calcoli elettoralistici.
Tuttavia resta un problema enorme come un macigno: la Rappresentanza della Categoria in quanto siamo ancora commissariati e privi di una guida che possa rappresentare il naturale interlocutore istituzionale. Non è un caso che la L. 4/2013 sulla regolamentazione della associazioni non organizzate in Ordini professionali ed i successivi naturali e conseguenti atti di legittimazione (presso l’Agenzia delle Entrate prima e presso gli organi di giurisdizione tributaria poi) forse non avrebbero trovato legittimazione se ci fosse stato un Consiglio Nazionale presente e autorevole. È una mancanza che tutta la Categoria avverte in maniera sempre più forte, che ci induce a riflettere sulla mancanza di spirito di servizio da parte di certi Colleghi che da tempo reclamano giustizia (?) senza rendersi conto che stanno distruggendo un’ intera Categoria con la propria storia e la propria dignità. Causa crisi economica, stiamo attraversando un periodo “nero” ed oggi più che mai avremmo bisogno di un referente istituzionale che svolga funzioni di indirizzo e di rappresentanza. Non siamo nei tavoli di concertazione, non siamo presenti nei dibattiti che ci interessano da vicino e non riusciamo ad interloquire con le autorità che a vario titolo sviliscono e mortificano continuamente il nostro lavoro e la nostra professionalità. Insomma, benissimo il diritto allo sciopero che auspichiamo trovi attuazione quanto prima ma la sensazione della base è quella di essere una Categoria di “invisibili” che non riesce a trovare la giusta collocazione ed il giusto ruolo nella società civile.
In questo senso auspichiamo che la Sentenza del Consiglio di Stato di qualche giorno fa ci conduca velocemente a nuove elezioni con una squadra nuova e giovane, composta da iscritti motivati e senza legami con Colleghi del Consiglio uscente che a vario titolo hanno concorso ad ingenerare i problemi in palese contrasto con l’articolo 23 del nostro codice deontologico il quale recita: “il dottore commercialista che ricopre incarichi istituzionali … opera con spirito di servizio nei confronti dell’intera categoria per la valorizzazione della professione, nell’interesse del pubblico e degli iscritti…” .
Chi ha ingenerato un problema non può essere legittimato a continuare a rappresentare la Categoria.