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Gli Ordini professionali avranno tempo fino al 31 gennaio 2027 per predisporre e pubblicare la Relazione annuale del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), relativa all'attività svolta nel 2026.
A comunicarlo è il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), con l'Informativa n. 126 del 3 novembre 2026, che richiama il Comunicato del Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), pubblicato il 28 ottobre scorso.
Il differimento riguarda entrambi gli adempimenti previsti dall'articolo 1, comma 14, della legge n. 190/2012: la predisposizione del documento e la successiva pubblicazione sul sito istituzionale dell'ente.
La decisione dell'ANAC risponde all'esigenza di consentire ai Responsabili di completare le attività connesse alla predisposizione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (PTPCT), coordinando la programmazione delle misure anticorruzione con la rendicontazione dei risultati conseguiti nell'anno.
Per assolvere l'adempimento, i RPCT possono utilizzare la Scheda per la relazione annuale 2026, disponibile sul sito dell'ANAC insieme alle istruzioni per la compilazione. Entrambi i documenti sono richiamati e allegati all'informativa del Consiglio Nazionale.
La relazione costituisce lo strumento attraverso il quale il Responsabile dà conto dell'attività svolta in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, anche con riferimento all'attuazione delle misure programmate.
In alternativa alla compilazione della scheda, i Responsabili che utilizzano la Piattaforma di acquisizione dei PTPCT possono avvalersi della funzione di generazione automatica della relazione annuale.
Questa possibilità è subordinata al preventivo completamento dell'inserimento dei dati relativi ai Piani e alle misure di attuazione. Il documento viene quindi elaborato sulla base delle informazioni già presenti nella piattaforma, evitando di doverle riportare nuovamente nella scheda.
L'utilizzo della procedura automatizzata comporta, tuttavia, alcuni vincoli. Come specificato dal CNDCEC, il contenuto della relazione generata dal sistema deve rimanere inalterato. Sono consentite esclusivamente integrazioni informative nelle apposite note collocate alla fine di ciascun paragrafo, oltre agli interventi necessari a migliorarne la formattazione e la presentazione.
Un'ulteriore modalità di predisposizione riguarda gli Ordini che hanno utilizzato il nuovo sistema informatico per la redazione del PTPCT, oggetto dell'Informativa CNDCEC n. 181 del 5 dicembre 2025.
Con tale documento, il Consiglio Nazionale aveva segnalato l'estensione della sperimentazione della piattaforma digitale ANAC agli Ordini professionali con meno di 50 dipendenti, aventi sede in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
L'iniziativa, sviluppata nell'ambito del Programma Nazionale «Sicurezza per la legalità» 2021-2027, era finalizzata a verificare il funzionamento di uno strumento gratuito per la predisposizione guidata e standardizzata dei documenti di programmazione anticorruzione, con particolare riferimento al Piano 2026-2028.
Per gli Ordini che si sono avvalsi di tale sistema è ora prevista anche la possibilità di elaborare direttamente la relazione annuale, attraverso una specifica funzionalità che consente di recuperare automaticamente gli esiti del monitoraggio delle misure adottate.
Il Responsabile dovrà comunque completare il documento inserendo le ulteriori informazioni richieste. La procedura permette quindi di utilizzare i risultati dell'attività di monitoraggio già registrati, riducendo la necessità di una nuova raccolta dei medesimi dati.
Una volta ultimata la compilazione, resta a carico del RPCT l'obbligo di rendere disponibile la relazione sul sito istituzionale dell'Ordine.
Il CNDCEC ricorda che la pubblicazione deve avvenire nella sezione «Amministrazione trasparente», sottosezione «Altri contenuti – Prevenzione della corruzione».
Entro il 31 gennaio 2027, pertanto, gli Ordini dovranno aver completato non soltanto l'elaborazione del documento, mediante la scheda ANAC oppure gli strumenti informatici disponibili, ma anche la sua pubblicazione nella sezione prevista.
Il differimento concede un periodo più ampio per concludere le verifiche sull'attuazione delle misure anticorruzione, senza modificare gli obblighi di rendicontazione e trasparenza posti a carico dei Responsabili.