18 maggio 2012

Commercialisti: un patto per la legalità

Stipulato protocollo d’intesa con Anbsc per la gestione dei beni confiscati alla mafia
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il protocollo d’intesa - Commercialisti in prima linea anche nella lotta alla criminalità organizzata. Questa in sintesi è la notizia del giorno che riguarda la categoria. In sostanza, è stato firmato un protocollo d’intesa, reso noto ieri, tra il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. A firmare l’accordo sono stati il presidente Claudio Siciliotti, per il Cndcec, e il prefetto Giuseppe Caruso, direttore dell’Anbsc che ha sede a Reggio Calabria. Tale protocollo prevede la redazione di un registro di commercialisti ai quali potrà essere affidata la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata; i professionisti competenti e interessati avranno la possibilità di iscriversi a uno specifico web form(http://www.commercialisti.it/Portal/AnagraficheCM/Incarichi/Login.aspx) che il portale del Consiglio metterà a disposizione. In una fase successiva, entro il 20 giugno, il Consiglio nazionale trasmetterà all’Agenzia i dati dei commercialisti in elenco. Il trattamento degli stessi avverrà ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003. Il Cndcec s’impegna altresì ad aggiornare ogni due anni questo elenco in virtù di criteri di trasparenza e rotazione, incrementando anche un’adeguata pubblicità all’iniziativa tramite i mezzi comunicativi di cui dispone, come ad esempio il proprio portale www.commercialisti.it.

I pareri dei leader - “L’impegno dei commercialisti italiani sul fronte dell’amministrazione dei beni confiscati alle mafie – ha commentato Claudio Siciliotti – compie oggi un salto di qualità estremamente significativo. La nascita di un apposito elenco di commercialisti pronti a mettere a disposizione le proprie competenze per un compito così utile per la collettività, è la dimostrazione concreta di come la nostra categoria possa essere determinante per il riscatto di intere aree del Paese. Il nostro Consiglio Nazionale si impegnerà ora per un rapido superamento dei vincoli di anzianità al momento previsti per l’iscrizione all’elenco, accettati per rendere immediatamente operativa una così importante iniziativa”. Il patto firmato congiuntamente dal Cndcec e dall’Anbsc si presenta come un ulteriore contributo alla lotta alla criminalità organizzata, che si ricollega alle trattative di collaborazione che i due organismi hanno intavolato già a partire dal marzo dello scorso anno. “Il protocollo d’intesa sottoscritto col Presidente del Consiglio Nazionale – ha dichiarato il prefetto Giuseppe Caruso – costituisce un’ulteriore, grande opportunità da parte dell’ANBSC nella lotta alla criminalità organizzata mediante l’aggressione ai beni patrimoniali illecitamente acquisititi e il loro utilizzo ai fini sociali e/o per fare reddito a beneficio del F.U.G. La professionalità dei commercialisti e degli esperti contabili potrà essere di fondamentale supporto sia per le risorse disponibili dell’Agenzia Nazionale sia per tutti i Nuclei di supporto operanti presso le Prefetture dell’intero territorio nazionale”.

I requisiti dei commercialisti –Dunque, per entrare in pieno diritto nell’elenco da inviare all’Anbsc, il professionista deve necessariamente essere iscritto all’ordine. Ciò detto, i requisiti principali prevedono che presti una concreta attività professionale con iscrizione da almeno 5 anni alla sezione A dell’Albo e del registro dei revisori legali dei conti, nonché all’Albo dei CTU del Tribunale del circondario di appartenenza. Il professionista non deve aver subito procedimenti penali dall’Ordine di cui fa parte, né deve avere carichi pendenti o esser stato condannato dal punto di vista penale o civile. Inoltre non deve sussistere alcuna parentela o relazione con soggetti condannati per i reati indicati dall’art. 12-sexies del D.L. n. 306/1992, né forniscono o abbiano fornito ai medesimi soggetti delle prestazioni professionali. Infine, tali commercialisti non devono risultare incompatibili o in conflitto d’interessi con l’incarico in questione. Questi sono i più rilevanti criteri di selezione, ai quali poi se ne aggiungono altri ampiamente illustrati dal protocollo d’intesa.

Gli incarichi – L’accordo stipulato prevede che, seguendo le direttive emanate dall’Anbsc di concerto con il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, i professionisti presenti nell’elenco possano assumere incarichi quali revisione dei bilanci delle aziende sequestrate, valutazione e/o liquidazione delle suddette aziende, coadiutore dei beni confiscati e delegato alla vendita dei beni mobili.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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