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La conferma – Il Sindacato italiano dei Commercialisti, nel rinnovare i vertici della propria governance, ha premiato l’operato fin qui condotta dal presidente Stefano Sfrappa riconfermandolo anche per il triennio 2015/2017. Il rinnovo del mandato era un risultato certo per il commercialista di Perugia che, da un sindacato a dimensione regionale nato nel 2009, ha trasformato la sigla in una vera e propria voce di categoria formando e guidando una squadra che ha fatto crescere il S.i.C., il cui Consiglio Direttivo comprende attualmente rappresentanti da tutte le regioni dell’Italia centrale, oltreché da Piemonte, Campania e Sicilia.
Il 2014 – Le consultazioni per il rinnovo hanno dato altresì spazio a un doveroso bilancio delle attività svolte in questi anni, soprattutto per quel che concerne il lavoro sindacale del 2014, culminato col convegno di marzo dal titolo “Commercialista domani – tra proposte e proteste scandagliamo gli scenari futuri”. Proprio alla luce degli stimoli emersi da questo forum, il S.i.C. si è fatto promotore di esplicite richieste inoltrate al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e da quest’ultimo ampiamente accolte. Le istanze riguardavano soprattutto la garanzia che il Consiglio venisse gestito in maniera trasparente e all’insegna di politiche di spending review. Ma le attività non sono state solo interne alla categoria, in quanto non poche sono state le segnalazioni inoltrate dal S.i.C. in merito alle cosiddette “anomalie” normative del sistema giuridico e tributario italiano. “Si citano, tra le altre, quelle in materia di revisori legali di prima nomina negli enti pubblici, oltre a quelle sulle imposte immobiliari e sull’ultima legge di stabilità. Sempre puntuali sono inoltre state le critiche al nostro sistema burocratico, che spesso genera malaffare e comunque, nella migliore delle ipotesi, costi altissimi per lo Stato e per le imprese, in quanto vengono ostacolate anche le iniziative più genuine, rendendo difficile, rischiosa e talvolta addirittura impossibile anche l’attività dei commercialisti”, spiega lo stesso sindacato.
Il futuro – Il futuro, posto ancora una volta nelle mani del presidente Sfrappa, si presenta come un paniere di nuove sfide. Nello specifico, la sigla sindacale intende impegnarsi in maniera concreta, dando il proprio contributo sia in campo economico-finanziario che politico-legislativo, al fine di correggere quegli adempimenti considerati iniqui o inutili. “Ciò in quanto, tenuto conto della crisi economica che sta mettendo tutti a dura prova, compresi gli studi professionali, anche lo stimolare il Legislatore ed il Governo ad adottare provvedimenti che vadano nella direzione della ripresa e dello sviluppo può considerarsi, in questo periodo, ‘attività sindacale’, perché se l’economia ripartisse, le imprese e conseguentemente i professionisti avrebbero nuove e maggiori opportunità”.