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Le proposte al nuovo governo - L’ultima settimana prima del rinnovo dell’esecutivo s’è ormai aperta. Da più parti, come abbiamo visto nei giorni scorsi, si sono fatte avanti proposte e idee che il nuovo governo potrà poi prendere come punti di riferimento per realizzare i propri programmi. Anche dal comparto professionale non sono mancati i suggerimenti. Oggi, ad esempio, si sta svolgendo a Roma il secondo Professional Day che coinvolge tutte le categorie aderenti al Cup, al Pat e all’Adepp, organismi che si sono fatti promotori delle esigenze dei liberi professionisti italiani. A inserirsi in questo contesto denso di proposte e indicazioni è anche la Confprofessioni, guidata da Gaetano Stella, che già da qualche mese va delineando la propria posizione in merito al nuovo che avanza. I punti della Conferenza delle libere professioni ordinistiche sono pochi quanto essenziali, e culminano in quella che si presenta come una vera e propria esigenza: lo Statuto del professionista.
Lo Statuto del professionista – Ebbene, il tema dello Statuto del professionista è il fulcro dell’insieme di idee che la Confprofessioni ha sottoposto ai candidati, quindi alla squadra esecutiva che guiderà il Paese per i prossimi cinque anni. In sostanza, ben venga la riforma del 2011, ma risulterà quanto mai opportuno operare affinché anche i professionisti abbiano una propria legislazione. L’intento sarebbe quello di andare a regolare le disposizioni inerenti contributi, incentivi e politiche di agevolazione per gli studi professionali. A ciò si aggiungerebbe l’opportunità di disporre una revisione della previdenza e assistenza dei professionisti, soprattutto dei giovani; di individuare e attribuire nuove competenze; e di rivalutare il ruolo e il peso sociale dei professionisti. Il parere di Confprofessioni è che, incrementando una politica di tutela e salvaguardia del comparto professionale, si possa allo stesso tempo garantire una crescita economica stabile e soddisfacente per tutti i settori produttivi del Paese.
Un interlocutore importante - “Per quanto ci riguarda – spiega il presidente della Conferenza - crediamo di avere le carte in regola per essere interlocutori autorevoli in questa fase così delicata per tutta la categoria. Radicata su tutto il territorio nazionale ed espressione associativa dei liberi professionisti, Confprofessioni è pienamente legittimata a partecipare ai tavoli della concertazione tra governo e parti sociali sui temi di rilevanza economica e sociale. Rimane da favorire il pieno riconoscimento a livello territoriale”. Ciò in ragione del fatto che la Confprofessioni è rappresentante di un comparto produttivo che produce 15 punti di PIL nazionale. E su un siffatto presupposto, alla questione impellente dell’introduzione dello Statuto, Stella annette ampie riflessioni su temi quali il lavoro autonomo e la previdenza.
Il lavoro autonomo – In genere, i professionisti sono lavoratori autonomi e su tale questione, come abbiamo visto, si è altresì soffermato il presidente della Confprofessioni. Il parere è che risulti quanto mai necessario abolire i limiti di deducibilità stabiliti dalla normativa sulla determinazione del reddito di lavoro autonomo che è tuttora in vigore. Tale riflessione è connessa al fatto che essendovi l’obbligo della formazione, i professionisti devono frequentare (quindi sostenerne i costi) corsi di formazione propedeutici all'ottenimento dei crediti formativi. Anche le norme che regolano la deducibilità delle spese di vitto e alloggio inerenti le prestazioni lavorative sono da svecchiare, rendendole adeguate alle attuali esigenze. A ciò si aggiunge la proposta di aumentare la percentuale di deducibilità per i veicoli utilizzati nello svolgimento dell'attività, nonché quella di aggiornare le disposizioni fiscali che regolano la maturazione di crediti professionali nel corso di procedure fallimentari, ai fini della loro insinuazione al passivo. Nel ragionamento sul lavoro autonomo s’inserisce la riflessione sulle imposte Irap e Irpef, vere croci per i professionisti! Gaetano Stella si dichiara convinto che per i soggetti (autonomi o imprenditori) privi di stabile organizzazione fine allo svolgimento dell’attività sia opportuno sopprimere l’Irap. Per questa ragione il legislatore dovrà rivedere i punti che permettono di riconoscere la presenza di una stabile organizzazione soprattutto se vi è personale dipendente. Inoltre apparirebbe ragionevole, per i professionisti under 35, introdurre una totale defiscalizzazione e decontribuzione.
Il versante della previdenza - S’è visto che uno dei punti principali illustrati dal presidente di Confprofessioni riguarda il comparto della previdenza e dell’assistenza. In sostanza, Stella si fa promotore di una politica che incrementi le tutele alle Casse. Il punto è che, secondo la Conferenza, risulta essenziale garantire l’autonomia delle Casse evitando di farle inghiottire (loro e i relativi patrimoni) dall’ambito pubblico.