5 dicembre 2011

Confprofessioni sul Libro verde nuovi confronti

Il 13 dicembre Confprofessioni sarà ricevuta a Bruxelles al fine di presentare il proprio programma di attuazione della modifica alla Direttiva Qualifiche.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il Libro verde - Attraverso l’emanazione del Libro verde, vale a dire le modifiche apportate dagli organismi governativi Ue sulla direttiva 2005/35/CE, è stato rilasciato il nulla osta ai professionisti di ciascuno Stato membro in merito all’esercizio della propria attività su tutto il territorio comunitario. Il 2011 è stato caratterizzato dalla riflessione in merito alla liberalizzazione geografica delle professioni e i principi fondanti della stessa, attività che poi è sfociata nella redazione del Libro verde venuto alla luce il 22 giugno scorso. A ben vedere si è trattato di un vademecum con tutte le informazioni di base del professionista, dal suo percorso formativo a quello lavorativo, con la segnalazione di eventuali carenze o meriti; le stesse informazioni apportate sul Libro verde dovevano esser messe a disposizione della Commissione europea entro il 20 settembre. Solo attraverso i riconoscimenti interni al Libro verde il professionista europeo potrà avviare la propria attività in ciascuno degli Stati aderenti all’Unione europea.

Le consultazioni con i professionisti - Le diverse associazioni, unioni e confederazioni di professionisti interne al territorio comunitario sono state contattate dalla Commissione europea al fine di prender parte al confronto conoscitivo in merito all’introduzione del documento di consultazione sulla Direttiva per il riconoscimento delle qualifiche professionali, ossia il Libro verde. Il procedimento di confronto e dibattito si è aperto il 7 novembre con una Conferenza di altro livello avente ad oggetto proprio il Libro verde, all’evento avevano preso parte i rappresentanti delle categorie professionali con i quali si era intavolato un discorso volto al riordino dei principi posti a fondamento del libero scambio professionale entro i confini Ue. Ebbene, da quel giorno dei primi di novembre ad oggi è quasi trascorso un mese e il turno delle associazioni italiane si sta avvicinando, essendo previsto per il 13 dicembre. In merito a ciò, è da segnalare che i commercialisti italiani vedono di buon occhio la Direttiva qualifiche, in quanto questa rappresenta un tassello fondamentale del processo evolutivo di cui necessita il mercato interno europeo. In effetti, ad oggi la Direttiva Qualifiche ha dato modo a ben 85.000 professionisti di “migrare” con le proprie attività in tutti i Paesi Ue; nonostante i dato non arrivi a quello emesso in fase di previsione, si è trattato in ogni caso di un traguardo per nulla di poco conto.

Il ruolo di Confprofessioni - Come abbiamo visto, il prossimo 13 dicembre Confprofessioni verrà ricevuta a Bruxelles al fine di presentare la propria proposta in merito allo svecchiamento della Direttiva Qualifiche. La Conferenza dei professionisti italiani ha aderito fin da subito ai programmi di confronto attivati dalla Commissione europea e dagli altri organismi comunitari; in particolare, la presenza di Confprofessioni ha riscosso un ragguardevole merito per quel che concerne il ruolo svolto in associazione col Ceplis, in virtù del quale ha potuto seguire da vicino la fase del confronto. L’intervento dell’associazione dei professionisti guidata da Gaetano Stella si è inserito, nello specifico, su questioni inerenti le piattaforme comuni, i livelli di qualifica, la mobilità temporanea, la formazione professionale continua e la competenza linguistica. Che, a conti fatti, sono i focus costitutivi del Libro verde. Infine, Confprofessioni si dice manifestamente favorevole a una più intensiva diffusione di questa sorta di vademecum del professionista, in quanto potrebbe presentarsi come strumento in grado di incentivare la mobilità e lo sviluppo professionale oltre quelli che sono i confini del Paese di appartenenza. Il parere dell’associazione è che l’introduzione trasversale della Direttiva Qualifiche sia in qualche modo direttamente proporzionale all’aumento della coesione tra gli Stati comunitari, permettendo altresì il potenziamento del sistema informativo IMI. Pertanto, conclude la Conferenza preseduta da Stella, è necessario che si accrediti a livello europeo lo Stato di appartenenza del professionista, in modo da rendere sicure e indubitabili le informazioni che esso andrà a trasmettere ai Paesi partner. In ogni caso, così come in passato è stato messo in evidenza anche dal CNDCEC, un problema che potrebbe insorgere sarebbe quello relativo alle professioni non regolamentate, per le quali Confprofessioni auspica l’emanazione di un provvedimento ministeriale ad hoc.

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