30 gennaio 2012

Da subito niente tariffe... ma a quando i parametri?

L’abolizione del tariffario professionale comporta che il giudice, in sede di liquidazione, si riferisca ai parametri stabiliti dal Ministero. Che tuttora tace.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il decreto liberalizzazione è entrato in vigore il 25 gennaio dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e, vista l’incompletezza di alcuni punti, produce già effetti negativi. Il riferimento è al settore delle professioni, martoriato da continue riforme che di fatto, nell’ottica della liberalizzazione, pesano su una professione, come quella del commercialista o dell’avvocato, che non risulta certo immune dagli effetti devastanti di una crisi economica senza precedenti, anzi i precedenti ci sono e il paragone, giunto da emerite fonti, vedi la presidente del Fmi, Christine Lagarde, è addirittura al crollo della Borsa del ’29 che di fatto ha portato pesanti conseguenze.

Dl liberalizzazione - Il dl 24 gennaio 2012, n. 1 all’articolo 9 prevede che “ferma restando l'abrogazione di cui al comma 1, (delle tariffe minime e massime) nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante”.

Abolizione tariffe - Ciò significa che abolendo il tariffario, cliente e professionista pattuiscono il compenso per la prestazione professionale liberamente, senza guardare minimamente ad alcun riferimento tariffario.

Liquidazione giudiziale - Come conseguenza a questa abolizione (sarebbe questa una delle misure innovative che rialzerebbe la nostra economia?), quando il compenso deve essere deciso in sede giudiziale, la stessa autorità giudiziaria deve far riferimento a dei “parametri” stabiliti con un decreto del Ministero.

Entrata in vigore dl 1/12 - Se il decreto liberalizzazione è entrato già in vigore, lo sono anche queste novità. Peccato che manchi il famoso decreto che fissa i parametri con cui il professionista riceverà il suo compenso in sede giudiziale.

Niente parametri - Una prima falla del sistema cresci Italia, attuato dal professor Monti. Il professionista così rimane in attesa del provvedimento ministeriale, per poter ricevere la giusta parcella di una prestazione fornita, come se già i tempi di attesa per i professionisti in generale non siano già lunghi. E poi la curiosità di capire quali siano questi parametri è tanta. Sulla base di cosa il ministero vigilante, come è espressamente indicato nella disposizione di riferimento, indicherà i riferimenti per l’autorità giudiziaria, quando dovrà stabilire il compenso, in sede di liquidazione delle spese?

Silenzio del Ministero - Ma è davvero necessario abolire il tariffario e attendere, con le conseguenze evidenti per i professionisti, che il Ministero adotti questi parametri? In nome della semplificazione, termine tanto caro al Governo tecnico, non era più semplice, e non è un gioco di parole, mantenere le tariffe?

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