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Il nuovo termine - In seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 (serie Concorsi) del 21 dicembre 2012 si è aperta una nuova fase per la lunga vicenda che ha come protagonisti i revisori degli enti locali. Questi ultimi infatti avranno ancora tempo fino al prossimo lunedì 21 gennaio 2013 per effettuare l’iscrizione al Registro gestito da settembre dal Ministero dell’Interno. Il termine designato sarà valido al fine di dimostrare il possesso dei requisiti evitando così di essere espulsi dall’elenco, ma allo stesso tempo potranno provvedere a inoltrare domanda entro il 21 gennaio anche coloro che vogliano fare ingresso per la prima volta nel registro. Si ricorda inoltre che potranno usufruire di questa riapertura dei termini non solo i 4.146 ammessi a mezzo del decreto ministeriale dello scorso 27 novembre, bensì anche i 5.774 professionisti che all’epoca furono esclusi per mancanza dei requisiti. A ben vedere il termine dovrebbe scadere decorsi 30 giorni dalla pubblicazione in G.U. avvenuta il 21 dicembre dello scorso anno, ma essendo il 20 gennaio domenica, la data limite è slittata al giorno successivo.
La PEC – I professionisti coinvolti potranno avvalersi della trasmissione della domanda tramite la posta elettronica certificata, che dovrà a sua volta essere sottoscritta dalla firma digitale. Coloro che vorranno quindi procedere secondo siffatta modalità saranno chiamati a compilare il modulo che la direzione centrale Finanza locale del Ministero dell'Interno ha messo a disposizione sul proprio sito. La compilazione dovrà essere effettuata online, dopodiché il sistema informatico produrrà un file riassuntivo dei dati immessi; questo, dopo esser stato firmato digitalmente dal professionista, dovrà essere inoltrato per mezzo della posta elettronica certificata.
Le assenze “ingiustificate” di dicembre – Tale seconda possibilità messa a disposizione dei professionisti va a lenire le ferite procurate, giusto un mese fa, dall’esclusione di quasi sei mila richiedenti, giustificata dall’assenza dei requisiti formativi. Si ricorda infatti che gran parte delle domande pervenute al Viminale entro la data limite del 16 luglio 2012 vennero respinte tramite una lettera che la sede ministeriale inoltrò agli stessi professionisti. Il Ministero dell’Interno all’epoca spiegò che quei 5.774 richiedenti esclusi non avevano raggiunto i quindici crediti formativi propedeutici all’iscrizione, ai sensi del quarto articolo del decreto ministeriale che aveva istituito lo stesso Registro. Pur se il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili aveva in precedenza confermato la validità dei crediti maturati dalla partecipazione ai corsi di diritto tributario, il dicastero decise di interpretare in maniera letterale la norma considerando validi meramente i crediti ottenuti nelle aree di contabilità pubblica e gestione economico-finanziaria degli enti locali. Tali crediti, sempre a parere del Viminale, avrebbero dovuto esser stati conseguiti entro l’ultimo triennio, vale a dire in un periodo antecedente la riforma. A questo punto, la riapertura dei termini accende un’ulteriore fiammella di speranza a quei quasi sei mila professionisti esclusi a causa di siffatte questioni interpretative.