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La lettera dell’Odcec di Enna - Nessuna ‘grave violazione di legge’ coinvolgerebbe il Cndcec per quel che concerne una presunta non tempestiva comunicazione delle dimissioni dell’ex presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Enna. Con una dettagliata lettera indirizzata al ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri e girata a tutti i presidenti, vicepresidenti e consiglieri degli Ordini italiani, l’attuale numero uno del presidio siciliano, Michelangelo Fabio Montesano, intende chiarire la posizione del suo predecessore Corrado Rabbito, e dell’intero Ordine tirato in ballo da numerosi interventi sull’impasse della categoria. In ragione di ciò, Montesano si unisce alle richieste avanzate nella settimana scorsa dagli Odcec di Nicosia, Nola, Patti, Ragusa e Caltagirone, per quel che concerne l’istanza di revoca del decreto di scioglimento del Consiglio nazionale.
Il carteggio Saragnano/Selvaggi – Così come avveniva nella missiva inoltrata dagli Ordini di Nola, Nicosia, Caltagirone, Patti e Ragusa, anche il presidio di Enna fa riferimento alla corrispondenza intercorsa tra l’allora capo dipartimento per gli Affari di giustizia, Eugenio Selvaggi, e l’ex direttore generale della Giustizia civile, Anna Maria Saragnano, avvenuta il giorno prima della decisione ministeriale di commissariare il Consiglio nazionale, ossia il 10 dicembre dello scorso anno. Sottolineando come entrambi gli interlocutori convenissero che le elezioni non avrebbero dovuto svolgersi per irregolarità, nella missiva di pone altresì in evidenza l’affermazione ritenuta errata del capo dipartimento per gli Affari di giustizia, che ritiene il Cndcec colpevole di ‘una grave violazione di legge’ non avendo comunicato in tempo le dimissioni dei presidenti degli ordini di Bari ed Enna.
Nessuna colpa al Cndcec - Per quel che concerne Enna, il presidente Montesano spiega, con prove alla mano, che già il 4 settembre dello scorso anno il Ministero della Giustizia, all’epoca guidato da Paola Severino, era al corrente delle dimissioni di Corrado Rabbito dalla carica di presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Enna. A quella data risale infatti l’invio della lettera con la quale lo stesso Rabbito rassegnava le proprie dimissioni, indirizzata con ricevuta di A/R al suddetto dicastero e al Consiglio nazionale presieduto da Claudio Siciliotti, nonché inviata via mail a tutti i presidenti degli Ordini dislocati lungo la Penisola e a ciascun iscritto dell’Ordine di Enna. Ne consegue che, secondo quanto scrive Montesano, al Consiglio nazionale non può essere addebitabile alcuna violazione di sorta. Alla citata missiva del 4 settembre 2012 hanno fatto seguito diverse altre comunicazioni intercorse tra il Ministero della Giustizia, il Consiglio nazionale e l’Ordine siciliano, fino alla data del 12 ottobre 2012, giorno in cui ‘tutti sapevano’ in maniera ufficiale.
Ripristinare la governance nazionale - Ciò detto, in virtù delle ragioni più dettagliatamente illustrate al ministro Cancellieri, il presidente Montesano dichiara in maniera aperta di unirsi all’istanza inoltrata nei giorni scorsi dagli Ordini di Caltagirone, Nola, Nicosia, Patti e Ragusa, esigendo dal dicastero la restituzione ai commercialisti della ‘propria governance nazionale’. Si chiede quindi di revocare lo scioglimento del Consiglio nazionale disposto con il decreto dell’undici dicembre 2012 e di dare mandato per il conteggio dei voti e per la conseguente proclamazione degli eletti alla Commissione nominata, o nominarne una nuova. “Ciò si rende ancor più indifferibile tenuto conto dei lunghissimi tempi della Giustizia adita, tali, comunque, da arrecare intollerabile disagio all’intera comunità dei Commercialisti, impedendo che la stessa svolga, in modo sereno e significativo, il ruolo che il Paese Le ha attribuito, ancora reso con eroico puntiglio”, conclude il presidente dell’Odcec di Enna.