30 ottobre 2014

FNC. I primi volumi

Numeri della professione e organizzazione di studio e competenze: questi i temi.
Autore: Redazione Fiscal Focus

I primi due volumi - La Fondazione nazionale commercialisti, presieduta da Giorgio Sganga, ha colto l’occasione dell’Assemblea degli Ordini territoriali, iniziata ieri e che si avvia oggi alla conclusione, per illustrare i primi due volumi pubblicati. Il nuovo centro studi della categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha deciso di iniziare il proprio lavoro con due interessanti ricerche focalizzate, la prima, sui numeri della professione nell’anno in corso e, la seconda, sui risultati dell’indagine statistica circa l’organizzazione dello studio e la specializzazione professionale.

I numeri della professione – Dunque, in riferimento al rapporto 2014 sui numeri della professione, vediamo che a fronte di un aumento degli iscritti sono diminuiti i redditi professionali del 12,4% dal 2007 e sono altresì calati i giovani che si affacciano alla professione e i praticanti. Allora, il tasso di crescita annuale degli iscritti all’Albo è salito di nove decimi di punto percentuale, con un aumento maggiore negli Ordini del nord che salgono dell’1,2%, mentre al sud l’aumento è stato di sei decimi di punto. Ad aumentare sono soprattutto le donne, la cui presenza passa dal 31% al 31,4%, laddove però scendono gli under 40 che passano dal 21,1% al 20,2%. Sebbene gli iscritti all’Albo stiano aumentando, si riscontra che l’aumento degli iscritti alle Casse di previdenza sia maggiore, pari all’1,5%. Inoltre, il rapporto sottolinea come la media Irpef nominale dei redditi casse 2012 corrisponda a 59.187 con un decremento dell’1,1% sul 2011. Il valore reale, calcolato deflazionando il valore nominale, è pari a 52.396, da cui si deduce una diminuzione del 4,4% sul 2011. A ciò si aggiunge che, sempre nel confronto col 2007, la media Irpef nominale si è ridotta dell’1,1% e quella reale del 12,4%. Rispetto al 2008 gli iscritti all’Albo hanno riscontrato un aumento del 7% e quelli agli enti di previdenza del 14,5%. In termini territoriali, il rapporto sottolinea che nel 2013 vi erano 3,8 commercialisti per 10 Kmq (3,6 nel 2008) e 528 abitanti ogni commercialista (555 nel 2008). Sempre in riferimento all’anno passato, secondo le stime RSO, i praticanti iscritti agli Ordini erano 16.664, con un calo del 18,1% sul 2012 e del 37,1% sul 2009.

Organizzazione di studio– Con il secondo volume dal titolo “Organizzazione dello studio e specializzazione professionale”, la Fondazione presenta i risultati dell’indagine conoscitiva sul modello di specializzazione. In sostanza, i nuovi modelli organizzativi presentano una nuova fisionomia della professione, sottolineando il maggior impegno nell’assistenza allo sviluppo delle piccole e medie imprese costrette a fronteggiare globalizzazione e crisi economica. L’aggregazione professionale, sia in forma associata che condivisa, è in aumento soprattutto tra commercialisti che godono di economie di scala e di specializzazione: a ben vedere, gli studi associati e quelli condivisi rappresentano il 42,7% del totale. Gli studi associati, inoltre, equivalgono a una fetta pari al 21,8% e presentano profili specialistici a più alto valore aggiunto. Per quel che concerne la pratica dello studio condiviso, corrispondente al 20,9% del totale, vediamo che questa consente di poter godere con profitto di determinati vantaggi della forma associata. In merito agli studi individuali, corrispondenti al 52,9% del totale, vediamo che questi sfruttano “più le economie di rete offerte dalla pratica dei network professionali e grazie anche ai servizi offerti dagli Ordini territoriali, nonostante i limiti dimensionali e organizzativi, rispecchiano il profilo specialistico della professione”.

Competenze professionali – In generale, la figura del professionista è ancora fortemente connessa alla consulenza fiscale e contabile, anche se si sta aprendo a profili specialistici maggiormente evoluti. Infatti sempre più spesso la mera attività di intermediario fiscale, che riguarda più del 90% dei commercialisti, è accompagnata da specializzazioni in ambito del diritto societario (62,8%) e del contenzioso tributario (51,5%). A ciò si aggiungono altre specializzazioni quali la contrattualistica (34,4%), la consulenza in ambito immobiliare (24,1%), le pro-cedure concorsuali (23,3%) e la consulenza aziendale (22,1%). Per concludere, l’indagine effettuata dalla Fondazione sottolinea che dalla cluster analysis è venuto a galla un cluster pari al 20% che presenta un profilo specialistico nel campo della consulenza aziendale e societaria. Infine, il 12% possiede un’iper specializzazione nel campo degli incarichi professionali.

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