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Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha fornito un chiarimento importante in materia di Formazione Professionale Continua, rispondendo a un quesito presentato dall’Ordine di Frosinone l’8 aprile 2025. Al centro della questione, la possibilità di riconoscere crediti formativi professionali per attività di docenza svolte nell’ambito di un master universitario.
Con il Pronto Ordini n. 110/2025, datato 24 febbraio 2026, il Consiglio Nazionale precisa che la precisione dell’art. 16, lettera e) del Regolamento FPC non va interpretata in modo restrittivo: il riferimento alle “docente presso Università” include anche l’insegnamento nei master universitari, a determinate condizioni.
Il quesito sottoposto al CNDCEC chiedeva di chiarire se la disposizione regolamentare che riconosce i crediti per le docenze presso Università fosse applicabile esclusivamente ai docenti dei corsi universitari in senso stretto oppure anche a chi svolge attività dedicata nei master universitari.
Si tratta di un tema rilevante per molti iscritti all’Albo che, oltre all’attività professionale, partecipano alla formazione accademica in percorsi post-laurea, contribuendo alla diffusione di competenze tecniche e specialistiche.
Nel parere, il Consiglio Nazionale richiama il testo dell’art. 16, lett. e), che attribuisce crediti per le “docenze presso Università nelle materie comprese nell’Elenco delle materie oggetto delle attività formative”. La norma, evidenzia il CNDCEC, non introduce alcuna limitazione che restringa il concetto di docenza ai soli corsi universitari ordinari.
Proprio l’assenza di una delimitazione esplicita porta il Consiglio a ritenere che il concetto di docenza debba essere interpretato in senso ampio, comprendendo anche le attività di insegnamento svolte nell’ambito dei master universitari.
Il riconoscimento dei crediti per la docenza nei master universitari, precisa il Pronto Ordini, non è automatico in ogni caso, ma subordinato a due condizioni. In primo luogo, il master deve essere organizzato da università legalmente riconosciute; in secondo luogo, le materie insegnate devono rientrare tra quelle incluse nell’elenco delle materie oggetto delle attività formative previsto dal sistema FPC.
Il chiarimento offre quindi un orientamento utile agli Ordini territoriali e agli iscritti, ampliando in modo coerente il perimetro delle attività didattiche valorizzabili ai fini della formazione continua e riconoscendo il ruolo dei professionisti impegnati anche nella didattica universitaria post-laurea.