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Gli accordi e le mission - Come già annunciato in settimana, ieri è stato il giorno delle intese per il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Infatti nel pomeriggio del 18 dicembre, la sede della Fondazione nazionale dei commercialisti ha fatto da scenario alla stipula di due protocolli d’intesa. Il primo, quello che riguarda più da vicino la categoria, è stato sottoscritto proprio da Gerardo Longobardi, dal numero uno della FNC, Giorgio Sganga, e dal presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino. Il secondo invece ha avuto come protagonisti lo stesso Iacopino e il vicepresidente della Fondazione Scuola Superiore dell'Avvocatura del Consiglio nazionale forense, Alarico Mariani Marini. Entrambi gli accordi si propongono come mission la promozione di attività condivise e finalizzate all’incentivo alla cultura professionale e alla formazione continua attraverso corsi, seminari e pubblicazioni. Queste attività avranno sempre un occhio di riguardo per i giovani professionisti, praticanti e tirocinanti, e verranno attuate servendosi dei moderni strumenti informatici e tecnologici.
Rappresentanza locale – Gli accordi sono stati stipulati in seno a tre Ordini professionali che vantano nel complesso la rappresentanza di oltre 450 mila professionisti iscritti ai rispettivi Albi. Proprio a fronte di una siffatta gremita platea di riferimento, l’impegno assunto dai firmatari è quello di promuovere l’estensione degli accordi anche presso i propri presidi territoriali.
I commenti – I leader delle categorie che si sono ritrovate insieme per lavorare sulla formazione dei propri iscritti hanno commentato l’evento, formulando auspici e delineando già i germogli delle proposte future. Dal canto suo, il massimo rappresentante dei giornalisti italiani, Enzo Iacopino, ha sottolineato che “la deontologia e il rispetto delle regole sono condizioni fondamentali per una informazione al servizio dei cittadini”. Tant’è che in ragione di ciò verrà presto creato “un osservatorio di monitoraggio sulle violazioni dei codici etici della categoria”. Al numero uno dei giornalisti ha fatto eco il vicepresidente della Scuola superiore dell’avvocatura-fondazione del CNF. Marini ha infatti chiarito che “le professioni intellettuali regolamentate devono recuperare il ruolo di presidio di garanzia per la collettività. Con i giornalisti condividiamo l’esigenza di riconoscere nella formazione uno strumento essenziale per lo sviluppo civile della società. Le nostre sono professioni che agiscono sul terreno dei diritti e delle libertà fondamentali e dunque devono recuperare la consapevolezza delle loro responsabilità culturali, etiche e deontologiche. Questi ultimi sono elementi che segnano la differenza delle professioni intellettuali regolamentate nella società di mercato". Facendo il punto sugli accordi e sugli obiettivi, Gerardo Longobardi ha concluso affermando che dal passo avanti di ieri si “avvia una proficua collaborazione tra professioni diverse, andrà ora riempito di contenuti e significati. La formazione è per le professioni intellettuali una grande opportunità di crescita e sviluppo culturale, oltre che un aspetto di socializzazione e condivisione di esperienze diverse. Investendo nella formazione, investiamo anche nella nostra Fondazione nazionale, fiore all’occhiello della categoria e suo braccio operativo. Ad essa il compito di concretizzare questo protocollo”.