4 gennaio 2017

“FRA UTOPIA E MILLANTATO CREDITO”: ANCORA UNA LETTERA DI INDIGNAZIONE DALL’ORDINE DI NICOSIA

Dopo la lettera aperta dello scorso dicembre (“Riflessioni di un Presidente …estinto”, pubblicata su questa rivista il 20 dicembre) il Presidente dell’Ordine di Nicosia torna ancora a rivolgersi ai Presidenti e Consiglieri degli Ordini d’Italia con una nuova missiva in cui rinnova lo sdegno nei confronti del candidato alla Presidenza del Consiglio Nazionale Massimo Miani.

Nel biasimarne nuovamente la condotta per le modalità con cui - già nella precedente consiliatura ed oggi nuovamente – abbia tentato la propria scalata alla massima rappresentanza, manifestando il proprio esclusivo interesse a tale obiettivo a discapito di un’effettiva capacità politica e del senso di responsabilità verso il raggruppamento politico di appartenenza, al “condottiero Miani” – come viene nomenclato nella missiva - viene stavolta anche appuntato un atteggiamento irriguardoso che ha costituito nuovo motivo di indignazione per il Presidente Andrea Maggio.

Si legge infatti “L’overdose di passione alla …… poltrona, ha persino indotto il condottiero Miani, in seguito alla lettera aperta che ho offerto in comunicazione qualche giorno fa, ad esprimere allo scrivente, con distinti messaggi telefonici (sms), dapprima un irricevibile giudizio personale, seguito poi da un’intimidazione di stampo inidoneo alla società civile”, piuttosto che confutare le affermazioni espresse nella citata lettera e chiarire – come pure lamentato dai Presidenti degli Ordini d’Abruzzo – i motivi che lo hanno determinato a “sostituire, nella lista attuale, la candidatura di un noto Collega con quella della di Lui coniuge/compagna”.

L’arrogante atteggiamento del candidato viene indicato - sempre nella missiva – quale motivo d’allontanamento di molti dal suo programma elettorale una volta rivisto nel suo reale contenuto, a vantaggio di “un rassicurante e significativo apprezzamento della continuità di mandato oggetto della proposta Longobardi”, la cui buona gestione – nel seppur breve tempo della sua durata – stimola a concedere ogni attenzione “indipendentemente dalla irricevibilità della proposta Miani, espediente di palazzo da cui la dirigenza degli Ordini territoriali saprà responsabilmente prendere le distanze”.

L’auspicio finale della lettera è di una Categoria che sappia rifuggire da “inidonei atteggiamenti arroganti ed autorelazionali, che ogni grado istituzionale boccerebbe ed i colleghi iscritti subirebbero” e di una Professione “il cui decoro e la cui dignità giammai incoraggino il ricorso ad irrituali e volgari intimidazioni”.

LEGGI LA LETTERA

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Lettera aperta ODCEC NICOSIA