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Negli ultimi anni il Legislatore è intervenuto a più riprese in materia di spese di giustizia, facendo sensibilmente lievitare i costi per chi decide di adire le vie legali. Insomma, rivolgersi al giudice per far valere i propri diritti costa sempre più caro.
Iscrizione a ruolo. Importo triplicato. L’ultimo intervento legislativo in materia di spese di giustizia è quello della legge di Stabilità 2014 (n. 147/2013) che, pur avendo lasciato invariati gli importi (già elevati) del contributo unificato dovuto in base al valore della controversia civile, amministrativa o tributaria, ha disposto un aumento dell'anticipazione forfettaria delle spese, prevista per l'iscrizione a ruolo nel processo civile: l’importo dovuto dalla parte che si costituisce per prima in giudizio è più che triplicato, passando da 8 a 27 euro. La cosa che lascia a dir poco perplessi è che si tratta di un importo dovuto in misura fissa nel senso che è totalmente sganciato dal valore della lite. Si ricorda che l’importo in questione va ad aggiungersi al contributo unificato.
Per il ricorso cumulativo, più contributi. Un’altra novità riguarda il contenzioso tributario, laddove si stabilisce che anche per il giudizio di appello il calcolo del contributo unificato deve avvenire sulla base del valore dei singoli atti impugnati e non sulla loro somma. A titolo esemplificativo, quindi, se con un unico ricorso si impugnano più atti impositivi, il contribuente deve pagare il CU per ciascuno di essi. Se gli atti di accertamento impugnati sono due e con essi l’Ufficio contesta maggiori imposte, rispettivamente, per 3 mila e 6 mila euro, il contributo non andrà calcolato sull'importo di 9 mila euro (dunque, pari a euro 120) ma distintamente, sicché occorrerà pagare due CU: uno di 60 euro (in riferimento allo scaglione di valore compreso tra 2.582,29 e 5.000 euro) e l'altro di 120 euro (in riferimento allo scaglione di valore compreso tra 5.000,01 euro a 25.000 euro), per un totale complessivo di 180 euro.
Processo tributario telematico. Rimanendo nell’ambito dei giudizi di fronte alle Commissioni tributarie, la legge di Stabilità ha esteso anche a questa tipologia di contezioso le modalità telematiche di pagamento del CU e delle spese di giustizia, come disciplinate dal D.L. n. 93/2009 (le norme sono applicabili per quanto compatibili con il processo tributario). Il pagamento mediante sistemi telematici consiste nell’utilizzo di carte di debito, credito o prepagate. La legge di Stabilità 2014 (articolo 1, comma 599) stabilisce inoltre che il diritto di copia senza certificazione di conformità non è dovuto dalle parti che si sono costituite con modalità telematiche e accedono con le medesime modalità al fascicolo. A proposito del pagamento telematico della tassa di accesso alla giustizia tributaria si dispone che, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della L. 147/2013, il ministro dell'Economia e delle Finanze dovrà determinare con decreto, sentita l'Agenzia per l'Italia digitale, le modalità tecniche per il riversamento, la rendicontazione e l'interconnessione dei sistemi di pagamento, nonché il modello di convenzione che l'intermediario abilitato deve sottoscrivere per effettuare il servizio. Il MEF stipulerà le convenzioni in parola senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, prevedendo altresì che gli oneri derivanti dall'allestimento e dal funzionamento del sistema informatico restino a carico degli intermediari abilitati.
Operatori di giustizia nel mirino. Un ultimo aspetto da considerare riguarda gli “operatori” della giustizia. Innanzitutto, la legge di Stabilità 2014 ha stabilito tagli sostanziali con riguardo al gratuito patrocinio. Si parla di una riduzione un terzo degli importi spettanti al difensore, all'ausiliario del magistrato, al consulente tecnico di parte e all'investigatore privato autorizzato. In secondo luogo, si è pensato bene di introdurre un contributo forfettario per l’accesso alle professioni legali: 50 euro per gli aspiranti avvocati, notai e magistrati e 75 euro per chi ambisce a diventare avvocato cassazionista. La novità troverebbe giustificazione nelle ingenti spese che il Ministero di via Arenula è tenuto ad affrontare per gli esami e i concorsi.