7 luglio 2011

GIUSTIZIA TRIBUTARIA: I rischi nelle commissioni tributarie

Netta presa di posizione del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili sulla necessità di autonomia e terzietà

Autore: Redazione Fiscal Focus

La manovra correttiva - Di giustizia tributaria e della posizione del CNDCEC se n’era già parlato nelle scorse settimane, in merito alla normativa interna alla manovra correttiva che, in vista del taglio agli sprechi, ha stabilito la rimozione entro il 31 dicembre di tutti i professionisti dalle commissioni tributarie. In virtù di ciò, era emerso che nei limiti della scadenza fissata sarebbero stati espulsi da Cpt e Ctr circa l’80% dei membri attuali che svolgono attività di commercialista o giudice. Secondo la manovra, un elemento di preclusione sarebbe non solo l’iscrizione all’Albo del soggetto, ma anche l’eventuale presenza tra gli iscritti del coniuge, del convivente o di un qualsiasi parente fino al terzo grado, ciò in riferimento all’Albo regionale di appartenenza e a quello delle regioni limitrofe alla propria.

Il malcontento affiora anche in Cpgt
- E’ di questi ultimi giorni, invece, la più netta presa di posizione del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Il presidente Claudio Siciliotti, con un intervento sulle pagine de Il sole 24 ore, ribadisce la propria intenzione di non accettare i provvedimenti governativi. A fronte di quanto dichiarato anche dal presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Daniela Gobbi, Siciliotti afferma a gran voce la necessita di istituire un apparato di giustizia tributaria che si ponga come soggetto terzo, peraltro assente nel panorama attuale. Da parte sua, il presidente Gobbi aveva tacciato come ingiuste e irragionevoli le norme del Governo, affermando la loro non idoneità a rispondere all’esigenza di potenziamento dell’attività giudiziaria. Il presidente della Cpgt, rivolgendosi direttamente al Capo dello Stato, ha voluto dimostrare come, nei fatti, la giustizia tributaria sia schiacciata dal peso del Ministero dell’Economia e dall’Amministrazione Finanziaria. Anche il CNDCEC attendeva da tempo delle modifiche che andassero a migliorare e snellire le pratiche di giustizia tributaria, definendo delle professionalità determinate al fine di venir fuori dall’impasse attuale in cui le commissioni tributarie figurano come dopolavoro di coloro che ne sono membri.

Nuove esternazione del CNDCEC
- La necessità di una giurisdizione terza diviene sempre più urgente, secondo quanto ha dichiarato Claudio Siciliotti, soprattutto di fronte all’attuale assetto economico italiano; uno Stato in evidente incapacità di presentare ai cittadini un bilancio stabile, ha bisogno di propositi di recupero che non risultino come un gioco per la situazione fiscale. E’ sorprendente come nonostante sia questo il profilo dell’Italia, si sia deciso di operare tagli e modifiche laddove non se ne delineava alcuna esigenza. “La via maestra è senza dubbio quella di una magistratura tributaria professionale – sostiene ancora una volta Siciliotti – serve però la volontà di costruire un vero ordinamento di magistrati tributari, con percorsi di accesso, formazione e compensi adeguati”. Dunque, il presidente del CNDCEC ribadisce l’auspicio che i provvedimenti possano colpire punti effettivamente deboli del sistema, come la costituzione di un ben preciso percorso formativo atto a formare delle figure professionali delineate che possano essere impiegate nel campo della giustizia tributaria, garantendo a quest’ultima la sua posizione di indipendenza e terzietà rispetto sia al Ministero dell’Economia sia all’Amministrazione Finanziaria. Claudio Siciliotti ritiene che un cambiamento che prenda tale direzione possa risultare come un concreto miglioramento della situazione corrente, in quanto sarebbe volto ad alleggerire l’impianto burocratico della giustizia tributaria individuando specifiche competenze. “Più togati e meno non togati, impoverendo così in modo assai marcato le specifiche competenze di merito tributarie e aziendalistiche, posto che i togati sono comunque giudici la cui prima occupazione è legata agli altri ambiti giuridici nelle cui giurisdizioni svolgono la loro principale attività di magistrato – conclude il presidente del CNDCEC - E questo in un contesto generale che, ricordiamolo, sempre più vede accertamenti basati su contestazioni non di tipo giuridico, ma di tipo economico ed econometrico, quali ricostruzioni induttive e valutazioni di normalità economica che proprio nel merito (e non in diritto) necessitano del parere del giudice”. Il futuro verso il quale dovrebbe tendere la giustizia tributaria, secondo Siciliotti, dovrebbe essere costruito fin da ora a partire dalle suddette indicazioni, onde evitare che contro le inadeguatezze del sistema “imprese e cittadini ci sbattano il muso”.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy