12 novembre 2012

I ragionieri dicono sì alla riforma previdenziale

Sabato l'Assemblea dei delegati ha approvato il testo.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L'approvazione - Questa volta i delegati della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri hanno optato per il sì, approvando il nuovo testo della riforma che il team di Paolo Saltarelli ha presentato lo scorso sabato. Il timore, espresso anche nei giorni scorsi, era che potesse ripresentarsi il caso della mancata maggioranza legale, com'era avvenuto all'epoca del primo consesso dell'Assemblea dei delegati, tenutosi il 25 settembre. In quell'occasione l'approvazione sfumò più per ragioni di stampo politico, essendo l'elezione del nuovo Cndcec alle porte, che per reale disaccordo nei confronti del testo sottoposto al vaglio. Per fortuna sabato è filato tutto liscio, scongiurando così anche l'incombenza del commissariamento dell'ente.

Il nuovo testo
- Come ha chiarito nei giorni scorsi lo stesso leader della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, Paolo Saltarelli, il testo giunto in assemblea sabato e aprovato dai delegati è stato arricchito di importanti miglioramenti, volti a rispettare quanto stabilito dall'articolo 24, comma 24, del decreto Salva Italia, ma mirati altresì a venire incontro alle richieste dei delegati onde scongiurare un ulteriore fallimento.

Il parere del presidente
- In definitiva, gli auspici della squadra che amministra l'istituto di previdenza al quale rispondono i ragionieri sono stati pienamente rispettati. Il risultato ottenuto sabato ha raccolto la piena soddisfazione del presidente dell'ente. "Sono fermamente convinto che la riforma approvata è equilibrata, molto misurata e soprattutto, l’unica possibile. Abbiamo cercato di distribuire i sacrifici equamente e di non penalizzare i giovani. Abbiamo fatto nostre le parole d’ordine del ministro del Lavoro Elsa Fornero, sostenibilità, equità, flessibilità nell’accesso, semplificazione e armonizzazione, e le abbiamo tradotte in misure ragionevoli. La riforma ha recepito alcune istanze formulate dai delegati che non ne hanno sostanzialmente alterato l’impostazione. Le principali novità della riforma sono rappresentate dall’elevazione dei requisiti per il diritto alla pensione di vecchiaia, che era rimasta fissata a 65 anni, il superamento della pensione di anzianità, l’elevazione dell’aliquota contributiva per migliorare il tasso di sostituzione delle pensioni e un contributo a carico delle vecchie pensioni”, ha dichiarato Paolo Saltarelli.

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